2007 - Giugno


Cultura

Alchimia delle forme


Lo scultore veneziano Gianfranco Meggiato sbarca alla Broadway Gallery di New York, dal 1 al 15 luglio. Nel suo laboratorio le storie personali sciolgono la geometria delle forme, nella ricerca della perfetta condensazione di vita, tecnica e arte.


C’è chi lo ha definito un “erede della tradizione orafa”, chi un “alchimista”, chi vede nelle sue opere “un magico procedere scientifico, d’aspetto fantascientifico”. Entriamo nella bottega di un artista “classico” del ventunesimo secolo. Dove un piccolo gruppo di giovani rifiniscono i modelli in cera approntati dal loro maestro che è, insieme, artista e artigiano. Sotto lo sguardo attento del maestro, si levigano le opere grezze, si lucida e si vernicia il bronzo, sino a ottenere il desiderato contrasto tra lucentezza e opacità. Questo è l’atelier di Gianfranco Meggiato, il laboratorio nel quale viene compiuto il lungo e laborioso processo per la realizzazione dei pezzi “tutti rigorosamente unici” della produzione dello scultore veneziano.
I lavori in bronzo di Gianfranco Meggiato hanno come punto di partenza le forme della geometria: “attraverso il contrasto tra la forma geometrica esterna e le torsioni del bronzo all’interno, che ricordano le forme della materia organica, voglio esemplificare – spiega Gianfranco Meggiato – il rapporto di continua ricerca che ciascuno vive, passando attraverso momenti di esaltazione, ma anche di smarrimento”. Anche i titoli delle sue opere sono apparentemente semplici, come “Disco”, “Doppia piramide con sfera” o “Pannello alveare”, mentre solo in pochissimi casi il percorso interpretativo è suggerito dall’artista. “Il mistero e la forza dell’opera d’arte – afferma Meggiato – risiede nel fatto che ciascuno può leggere ciò che il proprio io gli suggerisce e questo è fondamentale nelle mie opere, che vogliono essere un simbolo del cammino dell’uomo, del suo continuo divenire, della sua ricerca di una felicità slegata dagli aspetti materiali della vita”. Opere che, dopo essere state ospitate dagli expo artistici di tutti i paesi europei, sono esposte dal primo al 15 luglio alla Broadway Gallery di New York (473 Broadway, 7th Floor, (212) 274-8993), mentre sono ammirabili durante tutto l’anno presso lo show room permanente di Venezia in Salizada S. Samuele (S. Marco 3151, Tel. e Fax +39.041.2413369), a pochi passi da Palazzo Grassi.
Non rinuncia alla bellezza Gianfranco Meggiato che, nell’ambito dell’arte contemporanea, si definisce “un artista classico” e rifugge dalle tante forme artistiche che sono esclusivamente provocazione intellettuale o filosofica. “La bellezza ha valore ancora oggi – sottolinea lo scultore – come ricerca di un equilibrio interiore che l’uomo sta via via perdendo”. “L’arte è per me soprattutto armonia ed energia, ma anche contrasto: come un’immagine, anche l’opera d’arte – continua Meggiato – diviene piatta se manca il contrasto, lontana dall’uomo che la osserva, che invece deve essere il soggetto centrale. Per questo – rivela – preferisco Michelangelo a Canova”.
Gianfranco Meggiato lavora senza alcun bozzetto preparatorio, creando direttamente con le proprie mani il modello in cera. Viene poi realizzato un reticolo di canne di bambù, che una volta inglobato il modello in uno stampo in materiale refrattario, determinerà il percorso del bronzo fuso. Le forme ottenute vengono quindi cotte per almeno 10 o 15 giorni alla temperatura di 600°, per raggiungere la necessaria consistenza, mentre la cera evapora e brucia il reticolo di canne. Si crea così lo spazio per il bronzo, che alla temperatura di 1150m viene versato dal crogiuolo nella forma, in precedenza interrata per resistere alle forti pressioni del metallo. Ecco, infine, che i bronzi estratti dalla buca e liberati dal loro guscio in terracotta sono pronti per la fase della rifinitura: si tolgono i canali di fusione, si fresa il metallo, si effettuano le saldature di riempimento con la successiva battitura del bronzo e il fissaggio del perno di rotazione. Le sculture di Meggiato ruotano infatti su se stesse: “lo spazio deve entrare dentro l’opera – racconta lo scultore – in una penetrazione e compenetrazione tra interiore ed esteriore”. L’ultima fase, prima dell’apposizione della firma, è la verniciatura con vernici trasparenti e cera opaca, per ricreare quello spietato gioco di contrasti che, secondo Meggiato, “fa naturalmente parte della vita e dell’animo umano”.

L'inchiesta

Cercasi casa a Venezia a prezzi ‘normali’


3,2 milioni di Euro dal Ministero delle Infrastrutture al Comune di Venezia per ristrutturare 140 alloggi spalmati nel triennio 2007-2010. Un intervento significativo che può assicurare un alloggio a coloro che vivono la città non come meta turistica. In attesa di un piano nazionale per la casa.


I Veneziani diventeranno sempre più rari. Una specie che i turisti guarderanno con curiosità mentre cucinano le seppioline o l’anatra per la festa del Redentore. Un’immagine amara e a tratti decadente per la stirpe che fece grande la Serenissima Repubblica. Una prospettiva apocalittica raffigurata, con la consueta sagacia, da Alvise Zorzi, storico veneziano che ha lanciato un grido d’allarme nei confronti della sua città, divenuta ormai il più grande albergo in mezzo alla laguna. (continua…)

Dossier

Introduzione - Il fascino discreto della Diplomazia


Un tempo, i membri del corpo diplomatico, giravano con una valigetta legata alla mano attraverso una catenella dorata. Nella valigetta venivano custoditi documenti segreti che non potevano essere smarriti né divulgati per nessuna ragione al mondo. Gli eleganti diplomatici d’antan indossavano marsine con le code e portavano improbabili feluche decorate con arabeschi intrecciati.


Oggi, i tempi sono cambiati, il diplomatico è un dirigente di alto livello, qualche volta un manager che gestisce situazioni di varia natura e non sempre afferenti il diritto internazionale, che deve rimanere, comunque, il pane quotidiano. (continua…)

Sport

“Il sistema delle tre leve”


Nel golf non è la pura forza l’elemento vincente. Perché solo attraverso la perfetta integrazione di un meccanismo composto da tre diverse leve si può generare la massima velocità del bastone.


Far volare la pallina a grande distanza è una delle maggiori soddisfazioni per un giocatore alle prime armi. In questa lezione parleremo, quindi, delle tecniche da adottare per essere in grado di tirare dei colpi a maggiore distanza. In particolare, introdurremo uno dei fondamentali principi da tenere in considerazione, perché influenza direttamente la velocità della testa del bastone: il “sistema delle tre leve”.
Cerco di semplificare questo concetto per renderlo più semplice. Per lanciare la pallina più distante è necessario che il mio bastone si sposti in maniera veloce e per eseguire ciò ho tre leve fondamentali: la prima leva è quella che va dallo sterno (centro dello swing) alla spalla; la seconda è il braccio sinistro; la terza  è il bastone stesso.
Ognuna di queste tre leve ha una diversa funzione e compie un determinato movimento. La prima leva svolge una azione rotatoria: è molto corta ma è importante perché è quella che crea la forza centrifuga e la trasferisce alla testa del bastone. L’energia di questa leva si innesca la rotazione delle spalle.
La seconda leva è determinata dalla distensione del braccio sinistro: ha come perno l’articolazione della spalla sinistra e ha la funzione di trasferire la velocità creata dalla prima leva alla testa del bastone. Il suo movimento è di salita e discesa, in questo modo: il braccio sinistro deve essere sempre disteso, si solleva nel “backswing” (caricamento del colpo) e si abbassa nel “downswing” (movimento per andare a colpire la palla).
La terza leva, come abbiamo detto prima, è il bastone, il quale ha come perno il polso sinistro che si carica nel “backswing”  quando le mani si trovano all’altezza dei fianchi per poi distendersi al momento dell’impatto. Il caricamento dei polsi avviene grazie alla  rotazione del busto e dal peso della testa del bastone.
Questi concetti non vanno sottovalutati: la mera forza fisica, senza un corretto funzionamento del sistema delle leve, non vi permetterà di tirare dei colpi lunghi.
Golf Club Ca’ della Nave
P.zza della Vittoria, 14
Martellago (VE)
Tel. +39.041.5401555
www.cadellanave.com

Economia

Con il nuovo logo Delta Air Lines lancia una “Brand New” era



La nuova era di Delta Air Lines è contrassegnata da un corporate brand moderno e aggiornato, una singolare icona triangolare rossa tridimensionale che vola su uno sfondo blu e che rispecchia la riuscita trasformazione dell’azienda in una compagnia profondamente diversa e focalizzata sul servizio al passeggero. Il nuovo brand, risultato di una ricerca condotta su clienti e dipendenti e durata diversi mesi,  figurerà su più di 900 aeromobili Delta e Delta Connection e sarà presente in più di 300 aeroporti, sul sito di Delta delta.com, più volte premiato, e su tutto il materiale cartaceo e pubblicitario.

Lunedì 30 aprile Delta ha inaugurato ad una festa per i dipendenti ad Atlanta il primo Boeing 757-200 decorato con la nuova livrea, aggiornato il sito delta.com e installato la nuova segnaletica in più di 300 postazioni check-in negli aeroporti di Atlanta e New York.
“Il brand Delta, che include anche il servizio al passeggero e la nostra stabilità finanziaria – è cambiato negli ultimi 19 mesi grazie al tenace impegno dei dipendenti Delta in tutto il mondo” ha detto Tim Mapes, Vice President of Marketing di Delta. “Ora è tempo di aggiornare la nostra brand identity anche visivamente per sottolineare i progressi compiuti. Il nuovo brand rappresenta la passione dei dipendenti Delta, più che mai impegnati a  fornire ai passeggeri la migliore esperienza di viaggio possibile”.

A partire dal 2005 Delta ha iniziato la propria trasformazione scegliendo uno stile elegante ed un nuovo look attraente, dalle cabine dell’aeromobile con sedili completamente in pelle alle uniformi di design, dalle nuove strutture rinnovate all’aggiunta di Crown Room Clubs®. Delta ha inoltre ampliato la propria presenza a livello mondiale, aggiungendo nell’ultimo anno più di 60 nuove rotte internazionali verso i cinque continenti e traducendo il sito delta.com in cinque lingue. 
Come parte del processo di re-branding Delta ha selezionato un gruppo di dipendenti rappresentativi delle diverse divisioni customer facing e corporate support in Europa, America Latina e Stati Uniti affinché contribuissero alla trasformazione del brand Delta. Questo gruppo globale, chiamato Delta Brand Council, si è riunito in focus group per discutere l’importanza del brand Delta per il gruppo stesso e per i colleghi e per dare un giudizio sulle possibili proposte creative. 
Mantenere l’eredità del triangolo Delta è stato uno dei risultati del Brand Council. In 78 anni, Delta ha avuto 19 loghi diversi. Un triangolo “a forma di delta” è sempre stato presente, tranne nei loghi “Flying D”  datati 1945 – 1959. Loghi precedenti raffiguravano anche il dio della mitologia nordica Thor e il dio romano Mercurio. Il primo emblema rosso, bianco e blu a forma di triangolo – conosciuto in maniera affettuosa tra gli impiegati Delta come “widget” (letteralmente: cosino, triangolino) – è stato introdotto nel 1959, quando Delta è entrata nell’era dei jet introducento il DC-8. La sua forma ricorda un’ala di un jet in movimento vista dall’alto. Il brand attuale rende omaggio alla maggior parte delle versioni del “widget”, ne mantiene le linee definite e la posizione verticale.
Grazie al nuovo brand Delta guadagna anche in efficienza: il design “flowing fabric “ precedente, introdotto nel 2000, richiedeva otto diversi colori per essere applicato sull’aeromobile – quattro sfumature di blu, due di rosso, una di bianco e una mano di chiaro – mentre il nuovo logo ne richiede solamente quattro. Nella nuova livrea Delta la superficie dipinta è minore e questo permette di tagliare i costi di pittura, di ridurre il peso dell’aeromobile e, di conseguenza, di risparmiare ulteriori costi di carburante. Con la nuova livrea, ogni ciclo di pittura richiederà un giorno di lavoro in meno. Inoltre, per dipingere un aeromobile Delta con la nuova livrea si riduce del 20% il numero di ore di lavoro per operaio e degli orari di straordinario.
Delta prevede di sostituire tutta la segnaletica aeroportuale entro la fine del 2007 e di terminare di ridecorare la sua flotta entro i prossimi quattro anni.

Attualità

Vino in Villa NY: il prosecco Doc incontra il Sushi


Ritorna il 26 giugno “Vino in Villa New York”. Un simposio, tanti assaggi e originali abbinamenti eno-gastronomici. Come quello con lo stile nipponico della cucina di Josh DeChellis. Il protagonista sarà però rigorosamente uno solo: il Prosecco Doc di Conegliano-Valdobbiadene.


Si terrà il 26 giugno allo spazio Cipriani sulla 23 Str. a Manhattan, Vino in Villa New York, divenuto il momento più importante per la promozione del Prosecco doc di Conegliano Valdobbiadene negli USA. Una giornata nel corso della quale al Prosecco doc sarà dedicato un banco d’assaggio, mentre giornalisti e operatori avranno la possibilità di incontrare e confrontarsi con i 26 produttori presenti. Inoltre, un seminario intitolato “Perfect Pairings with DOC Prosecco  - Gli abbinamenti perfetti con il Prosecco Doc” accompagnerà i partecipanti alla scoperta del prestigioso vino italiano. L’evento, a cavallo tra educazione enogastronomica e intrattenimento, sarà condotto da Michael Franz. Lo scrittore statunitense e sommelier, co-fondatore ed editore della rivista “Wine Review Online”, introdurrà i presenti alle peculiarità del metodo “Charmat” rispetto al metodo “Champagne” ed esporrà, soprattutto, le infinite possibilità di abbinamento di un vino giovane, leggero e moderno come il Prosecco Doc di Conegliano Valdobbiadene con le ricette delle più diverse tradizioni gastronomiche. Poi, dalla teoria alla prassi: Josh DeChellis, “executive chef” del Sumile Sushi di New York, creerà per i presenti alcuni assaggi ispirati alla cucina giapponese, italiana e latino-americana, abbinandoli con le tre tipologie di questo spumante: il Brut, l’Extra Dry e il rinomato Cartizze, vino d’eccellenza nell’area di Conegliano-Valdobbiadene.
L’evento sarà aperto a importatori, distributori nazionali, giornalisti e responsabili acquisti di enoteche e ristoranti degli stati di New York, New Jersey e Connecticut.
A rappresentare il Prosecco doc a Vino in Villa NY, evento voluto dal Consorzio per la Tutela del Vino Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene,  saranno oltre 20 aziende del Distretto, giunte dall’Italia con le proprie bottiglie e con i propri referenti. Per tutti, l’obiettivo è bissare il successo della manifestazione nel 2006, favorito certamente dall’articolo sul Prosecco doc di Conegliano Valdobbiadene, apparso sul New York Times qualche giorno prima. Un risultato mediatico importante per un vino sino a poco tempo fa ancora poco conosciuto, ma che sta diventando ormai un vero e proprio fenomeno di costume. L’interesse è infatti in costante crescita e lo spumante di Conegliano Valdobbiadene sta divenendo un vero stile di vita. “Elegante ma casual”, così lo ha definito infatti l’autore dell’articolo del NY Times, Eric Asimov, che si dichiara un vero “fan” del prodotto, spiegando nel suo pezzo le differenze fra Prosecco doc e quello non doc. 
Alla base del successo del Prosecco doc ci sono certo la freschezza, la bevibilità e la piacevolezza tipici, ma anche la capacità dimostrata dai produttori di mantenere un equilibrato rapporto qualità  - prezzo.
Gli USA costituiscono ancora l’8% dell’export del Prosecco doc, che complessivamente ammonta a circa 14 milioni di bottiglie. Si tratta di una quota contenuta ma il trend di crescita è positivo e nell’ultimo anno ha registrato un incremento di circa il 10%. Grazie allo spirito internazionale della gastronomia newyorkese, ma grazie anche alla sensibilizzazione operata attraverso le precedenti edizioni di Vino in Villa, oggi il Prosecco doc di Conegliano Valdobbiadene si trova in quasi tutte le enoteche di New York e in molti stati degli USA. Il prezzo della bottiglia arriva fino ai 20 dollari, 30 per il Cartizze, il “cru” della denominazione.

“Vino in Villa NY” - Martedì 26 giugno 2007
Cipriani 23rd Street, 200 Fifth Avenue in New York City
Evento: 12.00 – 18.00
Seminario: 13.00. – 14.00
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi al 888-398-5440 oppure scrivere a prosecco@myoungcom.com

Viewpoint

Reinventare le ruote: Rivoluzionari cambiamenti nell’efficienza delle automobili


E’ in atto una “rivoluzione dell’efficienza delle automobili” che potrebbe portare il mondo a non aver più bisogno del petrolio: le case costruttrici, infatti, cominciano a considerare l’uso di materiali più leggeri, a disegnare forme aerodinamiche con propulsione ibrido-elettrica e a produrre carburanti non derivati dal petrolio.


Il sistema dei trasporti è il motore che fa girare il commercio mondiale del petrolio e, soprattutto nelle grandi città, costituisce una delle sfide più importanti per quanto riguarda  l’ambiente. (continua…)

Dossier

Professione diplomatico


Anni di studio, duro lavoro e molti sacrifici. Sia in Italia che negli States la carriera diplomatica è molto ambita soprattutto dalle giovani generazioni. Ma è veramente una professione accessibile a tutti? Determinazione, passione, costanza, coraggio e spirito di sacrificio, sono solo alcune delle caratteristiche che un bravo diplomatico deve possedere.


Una professione a molti ambita ma allo stesso tempo poco conosciuta. La figura del diplomatico sembra circondata da un alone di mistero. Ma quando nasce questa professione? Chi sono veramente i diplomatici? Che ruolo svolgono? E soprattutto, come è possibile intraprendere questo tipo di carriera?
La diplomazia è la condotta di negoziazioni tra persone, gruppi o nazioni. In senso più generale, il significato del termine viene allargato alla diplomazia internazionale, cioè alla condotta di relazioni internazionali attraverso l’intercessione di diplomatici generalmente di professione. Le regole della diplomazia moderna ed i rapporti tra Stati così come li conosciamo sono nati con i Trattati di Vestfalia del 1648. I Delegati di Venezia e della Santa Sede ne sono stati gli artefici.
La figura del diplomatico ha vissuto, nel corso degli anni, evoluzioni che l’anno portata ad essere, non solo uno strumento attraverso il quale gli Stati conducono rapporti reciproci e risolvono pacificamente eventuali controversie, ma anche un ponte nel dialogo con le altre culture.
Per il diritto interno dello Stato gli agenti diplomatici sono di solito funzionari burocratici, appartenenti alla carriera diplomatica e dipendenti dal Ministero degli Affari Esteri o dal dicastero corrispondente (che nel gergo diplomatico viene spesso detto cancelleria). Tuttavia, in certi Stati, gli agenti diplomatici possono essere nominati anche al di fuori di tale carriera, come avviene negli Stati Uniti d’America dove le sedi diplomatiche più importanti sono conferite secondo logiche di spoil system.
Si accede alla carriera diplomatico-consolare italiana unicamente mediante concorso, bandito ogni anno dalla Stato. I posti disponibili sono 35 e le selezioni sono veramente molto dure, al punto che l’Istituto Diplomatico ha accettato la collaborazione con alcune strutture che preparano i neo laureati. Per accedere a questi corsi, che generalmente durano un anno accademico, bisogna aver passato l’esame di laurea con il massimo dei voti e avere una buona conoscenza di almeno due lingue (compresa la lingua madre).
Se si  è già laureati, il modo migliore di prepararsi al concorso è quello di seguire un master, altrimenti oggi esiste la classe di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali, con corrispondente laurea specialistica, che indirizza fin da subito su contenuti mirati.
Anche negli States la figura del diplomatico è una professione molto ricercata. I Foreign Service Officers (FSOs) rappresentano lo Stato Americano nel mondo e svolgono, per quest’ultimo, diverse funzioni. Attraverso la loro dedizione, sensibilità e creatività guidano la politica estera americana verso obiettivi di pace, stabilità e prosperità.
Per accedere alla carriera diplomatica è necessario essere un cittadino americano di età compresa tra i 20 e i 59 anni, essere in buona salute e non aver mai avuto problemi con la legge. La durata della carriera diplomatica all’estero può variare da due a quattro anni.
Molti FSOs hanno una laurea umanistica o economica, mentre altri hanno intrapreso studi di legge o di scienza. Tutti devono però avere buone competenze linguistiche, in particolare sapere le lingue slave, asiatiche e del Medio Oriente.
Come in Italia, si accede alla carriera diplomatica solo attraverso il superamento di un esame scritto “The Foreign Service Written Exam (FSWE)”, che si svolge una volta l’anno.
Superato lo scritto, bisogna affrontare una prova orale ed un test linguistico. E’ necessario possedere anche delle conoscenze mediche e investigative e soprattutto essere disposto a servire la patria anche a rischio della vita.
Si può scegliere tra cinque indirizzi: amministrativo, consolare, economico, politico o di diplomazia pubblica.

 

Itinerario Veneziano

Nella hall virtuale di Venezia



I consigli che i più affabili tra gli albergatori veneziani elargiscono ai loro clienti possono essere considerati come una sorta di “segreto professionale”.  Non è così per Ruggero e Gioele Romanelli -  proprietari dell’“Hotel Flora” e del “Novecento” di Venezia. Assieme alla moglie di quest’ultimo, Heiby, i due albergatori hanno avuto l’idea di rendere pubblici, sul web, una selezione dei loro suggerimenti. All’indirizzo www.insidevenice.it (in italiano e inglese) i visitatori possono trovare, infatti, consigli utili e proposte per la fruizione della città lagunare: dai luoghi per fare shopping ai migliori ristoranti, dalle soluzioni per gli spostamenti agli eventi cittadini.
“Quando, con mia moglie, ci siamo dedicati alla gestione di Novecento – racconta Gioele Romanelli – ci siamo resi conto sin da subito che una delle cose che i clienti maggiormente apprezzano è il suggerimento spassionato, l’imbeccata che permette di conoscere la città oltre le proposte delle guide. Per questo abbiamo deciso di realizzare questo sito internet, che funge da trait d’union tra le pagine web dei due alberghi della nostra famiglia, Flora e Novecento, sul quale pubblichiamo di volta in volta – continua il giovane albergatore – le nostre idee e le nostre proposte per vivere Venezia sino in fondo”.
Tra le proposte del sito vi sono gli itinerari nelle aree della città meno note, ma non per questo meno affascinanti. Come la visita all’isola di San Servolo, l’antico manicomio della città lagunare. Oppure il percorso che segue le orme delle “Carampane”, ovvero le prostitute che resero celebre Venezia in tutta Europa. O ancora la scoperta di un meraviglioso roseto, nascosto nell’angolo più recondito dell’isola di San Lazzaro degli Armeni. Infine i racconti leggendari, che nella millenaria storia di Venezia non mancano di certo. Il primo a comparire sul sito web è quello del “Ponte del Diavolo”, dove il demonio attenderebbe ancora, sotto forma di gatto nero, il compimento di una promessa.
“InsideVenice” è una porta d’accesso per chi vuole conoscere Venezia. Ma anche, nell’eventualità, un corso di formazione accelerato e garantito per qualche portiere alle prime armi.

Hotel Flora: arte dell’ospitalità da tre generazioni
Situato a pochi minuti da Piazza San Marco, in una delle più eleganti strade veneziane, l’Hotel Flora è un albergo accogliente all’insegna della tranquillità. L’Hotel è stato fondato nel 1964 da Alessandro e Diana Romanelli, discendenti degli attuali gestori. La coppia rilevò un’antica pensione, la quale aveva a sua volta preso il posto della Scuola d’Arte Pittorica, frequentata dai grandi artisti veneziani. Il palazzo seicentesco – recentemente ristrutturato – si trova accanto a Palazzo Contarini Fasan, che fu secondo la tradizione la dimora di Desdemona, la protagonista dell’Otello shakesperiano.
Alcune delle 43 camere dell’Hotel Flora, nello stile di un raffinato albergo della Belle Époque, vantano una vista sulla grande cupola della Basilica della Salute. Tra le perle della struttura segnaliamo la scala in stile Art Nouveau, l’elegante bar e soprattutto il giardino interno, ideale per rinfrescarsi nelle serate estive.

Per informazioni:
Hotel Flora
S. Marco 2283/A
30124 Venezia
Tel.: +39.041.5205844
Fax:  +39.041.5228517
info@hotelflora.it
www.hotelflora.it

Novecento: l’emozione di un viaggio a Oriente
Conviene prenotare in anticipo al Novecento Boutique Hotel. Perché sono solamente nove le stanze di questo albergo elegante ed appartato, intriso di un orientalismo nello stile dell’artista e sperimentatore fin de siècle – oltre che grande amante di Venezia – Mariano Fortuny. Camere tutte differenti l’una dall’altra, in cui il comfort e la modernità incontrano l’esotismo e un’atmosfera di familiarità.
L’Hotel offre, letteralmente, un viaggio nel viaggio: infatti gli arredi, i soprammobili, i tappeti e i tessuti sono stati scelti e acquistati personalmente dai Romanelli, padre e figlio, nel corso di alcuni tour attraverso i paesi del Medio Oriente. L’ultima suggestione di Novecento Boutique Hotel è in chiave artistica: periodicamente, infatti, vengono allestite presso la hall esposizioni di artisti locali e nazionali. Si offrono, inoltre, speciali pacchetti che comprendono l’ingresso alla Biennale d’Arte, alla collezione Guggenheim o ai Musei Civici Veneziani.

Per informazioni:
Novecento Boutique Hotel
S. Marco 2683/84
30124 Venezia
Tel.: +39.041.2413765
Fax:  +39.041.5212145
info@novecento.biz
www.novecento.biz

Dossier

Ambasciate e consolati: quando la patria è mamma


E’ capillare la rete delle rappresentanze diplomatiche italiane e statunitensi. Oltre le ambasciate di Roma e Washington, per esser lì dove si manifestano i problemi dei cittadini. Strutture e uffici che offrono una grande quantità di servizi e che, soprattutto, aspirano a creare opportunità.


Le sfaccettature e i riflessi del ruolo delle ambasciate e dei consolati all’estero sono molteplici. L’attività delle rappresentanze italiane e statunitensi non si limita, infatti, alla concessione dei visti e al rinnovo dei passaporti, ma riveste un ruolo cruciale, sia per la tutela dei propri cittadini residenti o in viaggio all’estero che per lo sviluppo economico della madrepatria. (continua…)