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US, world’s most competitive economy
Having dropped to sixth in the Global Competitiveness Index last year, the US pushed previous winner Switzerland into second place this time around.
“Ecco cosa serve all’Italia del futuro”
Il seguente articolo è apparso sul quotidiano “La Repubblica” del 31 ottobre 2007
In questi giorni festeggio il 40° anniversario dalla mia prima esperienza in questo meraviglioso Paese, la terra dei miei antenati. Il periodo trascorso in Italia tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 ha inciso profondamente sulla mia vita e mi ha ispirato un insaziabile amore per la cultura italiana, una passione rimasta ancora oggi intatta.
Due anni fa ho assunto l’incarico di ambasciatore degli Stati Uniti in Italia. Ho cominciato a lavorare con varie idee in mente, molte delle quali erano frutto della mia precedente esperienza qui in Italia e altre derivavano dalla mia trentennale carriera imprenditoriale negli Stati Uniti. Appena arrivato ho cercato sempre di ascoltare e poi parlare. In due anni ho viaggiato moltissimo e ho visitato ogni regione di questo splendido paese. Nel corso dei viaggi ho avuto incontri e dialogato con molti italiani. Con grande onore e soddisfazione ho accolto le richieste di chi mi chiedeva quali fossero le mie idee sul futuro dell’Italia. Sebbene debba ancora imparare molto sulle complesse realtà che compongono l’Italia di oggi, offro con grande rispetto e con il profondo affetto che mi lega a questo Paese un elenco di desideri ispirato dal traguardo di metà mandato:
Dare spazio ai giovani . I migliori talenti del paese continuano a non essere sfruttati e il loro potenziale rimane inespresso. I giovani italiani sono molto capaci e il sistema dovrebbe offrire loro maggiori opportunità per avere successo. Le menti migliori devono trovare motivi per rimanere in Italia e per non unirsi a coloro che vanno altrove in cerca di realtà più fertili. Nel tempo sostenere i giovani sarà ciò che avrà maggior impatto positivo sulla società italiana.
Promuovere una vera meritocrazia . Gestire il cambiamento è una delle sfide più difficili per ogni società, passata e presente. Per valutare, accogliere e, se necessario, incoraggiare il cambiamento, occorre individuare e riconoscere i migliori talenti nel settore pubblico, come in quello privato, sulla base del merito. Creare le opportunità e premiare i più meritevoli consentirà all’Italia di cogliere enormi benefici.
Investire nella ricerca . Il cuore del Rinascimento italiano, la sua ricercata raffinatezza e l’applicazione della conoscenza, rappresenta una preziosa memoria che bisogna riscoprire. L’innovazione guidata dalla ricerca è la base sulla quale dovrebbe poggiare l’economia italiana del ventunesimo secolo. Occorre potenziare gli incentivi alla ricerca nel settore privato per integrare ciò che si fa nel settore pubblico, troppo spesso distante dal mercato. Negli Stati Uniti la maggior parte della ricerca privata non avviene nelle grandi aziende, ma nelle migliaia di piccole e medie imprese. La ricerca privata in Italia è carente non solo per la dimensione ridotta delle imprese, ma per la mancanza di adeguate forme di incentivazione.
Rendere flessibile l’economia . Gli italiani sono orgogliosi della miriade di scelte che la loro cultura offre, a cominciare da una gastronomia che racchiude straordinari livelli di creatività e diversità. Gli stessi principi devono trovare maggiore spazio nell’economia, dove un approccio “a taglia unica” è obsoleto e senza futuro. Per esempio, si potrebbe prevedere per le start-ups basate su nuove tecnologie e su applicazioni della ricerca una semplificazione delle farraginose procedure per avviare e mantenere una nuova attività. Questi oneri rappresentano barriere quasi insormontabili per un processo di trasferimento tecnologico più dinamico e per nuovi investimenti.
Creare spazio tra politica ed economia . La rete di legami tra interessi politici ed economici sviluppatasi nei decenni è diventata troppo stretta. Le ingerenze politiche hanno un costo economico reale per i consumatori e per la qualità dei servizi. Inoltre, più gli interessi politici ed economici sono legati tra loro, più continueranno ad avere un impatto sull’allocazione delle risorse e sulla capacità di attrarre investimenti stranieri.
Sollecitare il cambiamento . In questi due anni ho colto un crescente consenso su ciò che bisognerebbe fare per rilanciare l’economia. È importante incoraggiare le persone a mettere da parte quel cinismo che fa pensare loro che un cambiamento non avverrà mai. Questo cambiamento va sollecitato subito. Il resto del mondo non è rimasto fermo durante la stagnazione dell’Italia e senza le necessarie misure correttive il Paese continuerà a perdere competitività nell’economia globale.
È mio sentito auspicio che queste proposte possano essere attuate presto per superare le debolezze strutturali di lungo termine dell’Italia, per sostenere e dare carica ai giovani e per continuare a generare quelle risorse necessarie a mantenere il contratto sociale del Paese, in modo che l’Italia possa preservare il suo ruolo chiave a livello regionale e internazionale. La cultura italiana ha contribuito in maniera determinante ad arricchire il mondo. È tempo di riscoprire questa grande tradizione.
Il Gala dei Miracoli di Kidsave all’Ambasciata Italiana a Washington DC
L’Ambasciata d’Italia a Washington DC ha ospitato il 25 ottobre il Gala dei Miracoli di Kidsave, organizzazione che ha come obiettivo quello di far adottare bambini dai 6 ai 18 anni che vivono negli orfanotrofi. Dopo una silent auction, l’Ambasciatore Giovanni Castellaneta, ha dato il benvenuto ai presenti, esprimendo la sua ammirazione per Kidsave e la sua missione.
Secondo le parole di Sua Eccellenza: “i bambini sono la parte più debole ed indifesa della società, ma anche la più importante, perché rappresentano il nostro presente ed il nostro futuro. Sono lo specchio in cui noi tutti ci riflettiamo.” L’Ambasciatore ha poi ringraziato, anche a nome della signora Castellaneta e dell’Ambasciata i cofondatori di Kidsave, Terry Baugh e Randy Thompson.
Ospiti speciali della serata sono stati, tra gli altri, Christine Warnke e Paul Oxley, copresidenti del programma, l’attrice Valerie Harper, la Senatrice Mary L. Landrieu della Louisiana, il Senatore Norm Coleman del Minnesota, il Deputato Joe Wilson della South Carolina, il Deputato Danny K. Davis dell’Illinois, nonché il “Master of Ceremonies”, Doug Hill, di ABC 7.
Sul palco con l’Ambasciatore, un giovanissimo speaker, John Warnke, che ha raccontato la sua esperienza di bambino adottato grazie all’aiuto del Kidsave. L’Ambasciata si augura che questo gala sia la prima azione comune per un futuro di collaborazione con Kidsave
Il Ministro Bonino a New York incontra la business community italiana
Articolo pubblicato da News ITALIA PRESS - www.newsitaliapress.it
New York - Promozione ad alto livello, decentramento, coinvolgimento degli imprenditori: queste le chiavi proposte dal Ministro per il Commercio internazionale e per le politiche europee, Onorevole Emma Bonino, in viaggio lampo a New York. All’incontro affollatissimo nella sede dell’ICE, che si fregia dello splendido quadro di De Chirico, “Le Muse Inquietanti”, donato nel 1981 dall’Italian Wine and Spirit Industry, la Bonino è stata presentata dal direttore e coordinatore per il Nord America, Aniello Musella, dall’attaché commerciale dell’Ambasciata italiana Stefano Beltrame e dal Console Generale di New York, Francesco Maria Talò, che hanno ricordato, rispettivamente, i dati positivi della bilancia commerciale Italia – USA; il successo delle nostre tecnologie, protagoniste della missione Esperia (antico nome greco dell’Italia) dello shuttle Discovery; la necessità di impostare un’azione di aggiornamento dell’immagine Italia, che non può in alcun modo essere affidata alla Parata di Columbus Day, né circoscritta alla sola Manhattan.
La Bonino ha esordito dicendo di essere venuta per ascoltare gli input di imprenditori, economisti e giornalisti presenti, stimolando il dialogo con alcune sottolineature. Fermo restando che si devono fare i conti con due elementi incontrollabili: il dollaro debole e il prezzo crescente del petrolio, la bilancia commerciale italiana tiene, gli investimenti italiani in USA stanno crescendo, bisogna rafforzare le esportazioni dirette e accertare l’entità del fenomeno della triangolazione industria italiana/produzione in Cina/esportazione in USA, visto che “non si può rallentare o impedire alle nostre imprese di investire in Cina”.
Due sono le linee di azione che il Ministro suggerisce inizialmente: quella interna attraverso gli opportuni interventi nella Finanziaria, sul welfare e per le liberalizzazioni, anche se ammonisce che “il mantenimento dello status quo è ampiamente bipartisan nel nostro Paese”; quella proiettata verso l’esterno, per l’applicazione della legge 394/81 sui provvedimenti per il sostegno delle esportazioni, facilitata da un aumento della disponibilità del suo Ministero cui questa Finanziaria attribuisce €20 milioni in più, dai fondi di promozione straordinaria e di start-up con la Simest per l’aggregazione e l’internazionalizzazione delle PMI (€4 milioni nel 2007 e ulteriori €3 milioni nel 2008).
La Bonino, insieme a tutti gli addetti ai lavori presenti, afferma che: “il mercato USA non è ancora maturo, vale a dire non è ancora saturo, è aperto ad altre esportazioni, bisogna capire come rafforzare la nostra presenza” e aggiunge: “Difendere l’esistente è compito mio, come procedere in altro senso è suggerimento vostro”.
Negli interventi che si susseguono a ritmo serrato, il Presidente della Italy-America Chamber of Commerce, Alberto Comini, cita le dichiarazioni odierne del Ministro del Tesoro americano, Henry Paulson, secondo cui la crisi economica c’è e non ha ancora toccato il fondo. Lucio Caputo, Presidente del Gruppo Esponenti Italiani palesa la preoccupazione per le previsioni di ulteriore apprezzamento dell’euro sul dollaro, la totale assenza di copertura giornalistica del successo della Selenia che per la missione Esperia è riuscita a fare con l’Agenzia Spaziale Italiana quello che la Boeing non era stata capace di fare e concorda che l’unica soluzione è quella di dare ancora maggior rilievo all’immagine dell’Italia.
La necessità di eventi ad alto ritorno di immagine è sostenuta un pò da tutti, insieme all’esigenza di aumentare il numero delle promozioni anche in campo agroalimentare, dove l’Italian sounding (il prodotto americano finto italiano) mette in pericolo i raffinati prodotti italiani DOP – di origine protetta. L’Italian sounding può anche non essere visto in termini di falsificazione, e quindi diventare fattore positivo della crescente appetibilità del prodotto italiano, purché sia accompagnato da un aumento esponenziale del chiarimento della differenza fra l’originale e l’imitazione.
Secondo Luciano Moresco il marchio Made in Italy nell’abbigliamento tiene ancora e si colloca sempre più in fasce alte o altissime di mercato, pur essendo penalizzato dalle esose tariffe dei dazi sulle importazioni.
Al problema delle promozioni a pioggia di iniziativa regionale, provinciale, comunale, la Bonino risponde: “Non posso certo cambiare la Costituzione italiana. Per coordinare le Regioni ci vogliono soldi o potestà ed io non ho né gli uni né l’altra. Premendo sugli interessi locali gli imprenditori spingono governatori, presidenti e sindaci, che prima o poi devono essere rieletti. Ho già visitato tredici Regioni e intendo andare a parlare con tutte. Bisogna trovare il modo di fare sinergia per non disperdere soldi ed efficacia. Ad esempio, che significato hanno i gemellaggi di Comuni, grandi e piccoli con piccole realtà USA?”.
Gualtiero Tamburini dell’Assoimmobiliare loda il Governo che ha varato norme che favoriscono gli investimenti stranieri in Italia. Berardo Paradiso, Presidente dello IACE (Italian American Committee on Education) insiste sul ruolo fondamentale dell’insegnamento dell’italiano in USA, che ha ormai sorpassato il francese, e della formazione di giovani americani in Italia.
In conclusione il Ministro conferma i suggerimenti venuti dal pubblico: visibilità, qualità, raffinatezza e appeal alle fasce alte dei consumatori USA, da promuovere con i quasi €100 milioni di sua dotazione (paragonati ai 400 della Germania); uscire dalle grandi città; rilanciare “l’italiano vero” senza perdere tempo nella battaglia contro l’Italian sounding. In parole povere, intervenire preventivamente per il contenimento della possibile futura curva negativa. “La bilancia commerciale italiana è passata da un deficit di €15 miliardi a 6 e, se non ci fosse la bolletta energetica, avrebbe segno positivo. I francesi, il cui deficit è di €44 miliardi è venuto a chiedere consigli e lumi all’Italia”. Contro l’improvvisazione dell’ultimo minuto “abbiamo varato piani triennali. Gli investimenti italiani in USA sono passati da €5 miliardi del 2006 a già oltre 7 miliardi nel 2007. In senso inverso il problema sta nel fatto che gli americani amano l’Italia, ma dialogano con Londra, Francoforte e Madrid, perché i nostri tempi burocratici e giudiziari sono folli, perfino per gli acquisti immobiliari. L’attrazione dei giovani stranieri in Italia e la diffusione della lingua e della cultura sono veicoli fondamentali di fidelizzazione, la cui importanza non è ancora percepita appieno se paragonata, ad esempio, al fatto che 6.000 cinesi sono andati a studiare in Irlanda”.
L’incontro è finito. Applaudiamo con calore e sincerità. Poi, due battute fuori microfono. La prima sull’effetto dirompente che qualunque modifica alla legge sul voto italiano all’estero potrebbe avere sull’enorme bacino di consumatori targati Italia. La Bonino pensa che non ci siano le condizioni per un effettivo cambiamento o per l’eliminazione di questa conquista civile e democratica. Infine le chiediamo: “Come va la battaglia per la moratoria delle esecuzioni capitali? Quali sono i Paesi europei che stanno in qualche modo remando contro?”. Emma Bonino si dichiara fiduciosa che ce la si farà, malgrado l’effetto di rallentamento causato dalle posizioni drastiche di Paesi come Belgio, Olanda, ed altri del Nord Europa che vorrebbero, da subito, anche il veto alla pena di morte in tutto il mondo.
Palermo, Rosa d’Oro al regista americano Robert Wilson
Tra gli ospiti presenti, oltre a David Hockney, anche Maria Kodama Borges, il critico d’arte Achille Bonito Oliva, e il Console Generale USA a Napoli, J. Patrick Truhn, il quale ha ricordato, durante il suo intervento in onore del regista premiato, l’importanza dei rapporti culturali che da molti anni legano la Sicilia agli Stati Uniti.
La “Missione Esperia” (STS-120), passo avanti per la ricerca scientifica europea
Il successo del lancio dello Shuttle Discovery il 23 ottobre scorso nell’ambito di quella che l’Agenzia Spaziale Europea-ESA ha voluto chiamare, in onore dell’Italia, “Missione Esperia” (nome con cui i greci chiamavano la Penisola italiana) e che per la NASA e’ la “STS-120 Mission”, rappresenta un importante passo in avanti per la ricerca scientifica europea ed una significativa affermazione del ruolo dell’Italia nella collaborazione con la NASA in materia spaziale.
Nei giorni della quarantena degli astronauti immediatamente precedente il lancio al Johnson Space Center di Houston, in una conversazione telefonica con un commosso Paolo Nespoli l’Ambasciatore Castellaneta ha avuto l’opportunita’ di formulare al nostro astronauta i saluti e i migliori auguri del Governo italiano per il successo della missione.
Nespoli e’ il quinto astronauta italiano (dopo Malerba, Guidoni, Cheli, e Vittori) a volare nello spazio, ed il quarto a volare sullo Shuttle (Vittori ha partecipato due volte a missioni sulla Soyuz). La NASA ha affidato a Paolo Nespoli un ruolo importante nell’ambito della suddetta missione spaziale che durera’ 14 giorni e ha come principale finalita’ l’invio ed il successivo aggancio alla Stazione Spaziale Internazionale-ISS del modulo di interconnessione denominato “Harmony” (Nodo 2), interamente realizzato a Torino dalla Thales Alenia Spazio nell’ambito dell’accordo stipulato tra ESA e NASA per il lancio del “Columbus”.
Sport
Una doppia maratona, da New York a Pechino
Due spettacolari maratone nel fine settimana del 3-4 novembre a New York. I migliori corridori statunitensi si sfideranno nella gara maschile per il U.S. Olympic Team Trials, mentre professionisti e appassionati da tutto il mondo attraverseranno di corsa i cinque distretti della Grande Mela nella “New York City Marathon”.
Il più eccitante week-end di tutti i tempi per la corsa su lunga distanza negli Stati Uniti. Questo sarà il fine settimana tra il 3 e il 4 novembre 2007 a New York. Due storiche giornate in cui si avvicenderanno due appuntamenti sportivi di rilevanza nazionale e internazionale: sabato 3 novembre si disputerà infatti la maratona maschile della U.S. Olympic Team Trials, valida per le qualificazioni alle prossime Olimpiadi, mentre il giorno successivo atleti professionisti e appassionati da tutto il mondo si confronteranno nella “New York City Marathon” (sponsorizzata anche quest’anno dalla società finanziaria “Ing”).
Entrambi gli eventi sono promossi dalla New York Road Runners (NYRR), l’organizzazione, sempre attivissima nel mondo delle corse podistiche, che ha ideato nel 1970 la maratona di New York, ripetuta ogni anno e divenuta in seguito una delle più famose maratone al mondo. Alla New York Road Runners fa capo oggi un fitto calendario di corse, che si svolgono in particolare a Central Park e che si tengono durante tutto il corso dell’anno.
La competizione del U.S. Olympic Team Trials si svolge interamente a Midtown Manhattan: l’inizio sarà a Rockefeller Plaza, mentre la linea di fine gara si troverà nei pressi di Tavern on the Green. Gli atleti percorreranno per cinque volte un anello di otto chilometri, all’interno di Central Park, con una piccola distanza in aggiunta per completare i canonici 42.195 chilometri (26.2 miglia) della maratona. Una gara che “sarà estremamente piacevole per gli spettatori lungo il percorso”, garantisce il CEO e presidente del New York Road Runners Mary Wittenberg.
Le qualificazioni si sono svolte a giugno, quando 160 atleti hanno raggiunto gli standard necessari per partecipare alla gara (ovvero essere cittadini statunitensi e correre la maratona entro le 2 ore 22 minuti, i 10mila metri entro i 28:45, i 5mila metri entro i 13:40). Tra questi, Khalid Khannouchi, Ryan Hall, Abdi Abdirahman, Brian Sell, Alan Culpepper, e la medaglia d’argento alle Olimpiadi del 2004, Meb Keflezigh.
Sin dall’inizio dell’estate, i newyorkesi si sono così visti superare nel loro jogging quotidiano dai tanti atleti professionisti che si sono voluti allenare lungo il percorso. Una sorta di ricognizione che dimostra quanto questa gara sia importante. I tre corridori che saliranno sul podio a New York il 3 novembre comporranno, infatti, il team statunitense che disputerà la maratona olimpica di Pechino. La New York City Marathon del 4 novembre si dovrà quindi privare, quest’anno, di gran parte dei migliori atleti statunitensi. Ma non mancheranno i campioni provenienti da tutti gli altri paesi del mondo. Che si sfideranno non solo per ottenere i 700mila dollari del primo premio, ma anche per l’esposizione mediatica che questo evento sportivo globale garantisce. Si calcola infatti che gli atleti siano applauditi da circa due milioni di persone lungo il percorso, che attraversa tutti e cinque i distretti di New York; ma gli spettatori che seguono la competizione in televisione sono stati oltre 300milioni nelle scorse edizioni.
Le richieste di partecipazione alla maratona di New York finora presentate sono oltre 90mila. Sono sia professionisti che semplici appassionati, tutti però motivati a superare la linea del “finish” a Central Park; per molti si tratta di una delle esperienze più elettrizzanti della propria vita.
Nell’edizione 2006 sono stati 37.866 i concorrenti che hanno portato a termine la sfida, quando il brasiliano Marílson Gomes dos Santos vinse la corsa maschile in 2:09:58 (secondo il keniano Stephen Kiogora, terzo il campione nel 2005, Paul Tergat), mentre la lettone Jeļena Prokopčuka è giunta prima per la seconda volta consecutiva in quella femminile, con il tempo di 2:25:05.
L’edizione 2007 della “ING New York City Marathon” sarà anche la gara conclusiva del circuito della “World Marathon Majors” 2006-2007, una serie di maratone di elite che include quelle di Boston, Chicago, Londra e Berlino.
Discorso dell’Ambasciatore Ronald P. Spogli “Il Diritto di Proprietà Intellettuale”
“La protezione della proprietà intellettuale ha rappresentato uno dei più importanti strumenti per lo sviluppo economico americano, e trova radici nella nostra costituzione”.
Inanzittutto, vorrei ringraziare sentitamente il Vice Presidente del Consiglio, D’Alema, il ministro della Giustizia, Mastella, e il Presidente Mancino per avere organizzato questo importante simposio. Sono particolarmente felice di essere qui oggi. Solitamente questa è una frase fatta, ma oggi lo affermo con sincerità poiché ritengo che questo evento sia da considerarsi una pietra miliare per la nostra collaborazione nella lotta alla pirateria.
Per molti anni noi americani siamo stati soli nel chiedere la protezione della creatività, e la proprietà intellettuale sembrava essere una questione di interesse esclusivamente statunitense.
Oggi, anche l’Italia riconosce che la protezione della proprietà intellettuale è principalmente nel proprio interesse ed il seminario a cui noi oggi partecipiamo è prova di questa nuova consapevolezza, ulteriormente confermata dai messaggi incoraggianti da parte del Vice Presidente D’Alema e del Ministro Mastella.
La protezione della proprietà intellettuale ha rappresentato uno dei più importanti strumenti per lo sviluppo economico americano, e trova radici nella nostra costituzione.
Personaggi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia degli Stati Uniti, quali Jefferson e Franklin, uomini di governo ma anche di scienza, avevano capito sin da allora quanto fosse importante tutelare le opere dell’ingegno. E quanto fosse importante stimolare la creatività del proprio popolo.
La proprietà intellettuale continua ad essere una delle nostre maggiori ricchezze, ed acquisirà in futuro sempre maggiore importanza per la nostra crescita economica e culturale.
Ho detto spesso che l’Italia, paese di grandi artisti e inventori, cito tra i tanti Leonardo, Modugno (chi non conosce Volare), Renzo Piano, la professoressa Montalcini, Enzo Ferrari, dovrebbe proteggere la proprietà intellettuale principalmente per difendere la propria cultura e la propria economia.
In tal modo coloro che hanno idee, creatività e spirito di innovazione potranno non solo trarne beneficio personale, ma anche contribuire alla crescita ed al benessere di tutto il paese.
E’ inevitabile, quindi, che, essendo un valore molto importante per tutti noi, la creatività assume anche un valore economico.
Se siamo d’accordo su questo punto, allora è giusto chiedere che la creatività sia ricompensata.
Una scarsa protezione della proprietà intellettuale è dannosa per l’immagine dell’Italia e non favorisce gli investimenti esteri.
Per darvi un parametro di riferimento, a fine 2006 la consistenza degli investimenti statunitensi in Italia era pari a circa 29 miliardi di dollari.
Bene, a fine 2006 i nostri investimenti nel Regno Unito erano pari a 364 miliardi di dollari, in Germania a 99 miliardi, in Francia a 65 miliardi, in Belgio a 52 miliardi.
Persino in Spagna i nostri investimenti erano quasi il doppio rispetto all’Italia con circa 49 miliardi di dollari.
Uno dei motivi è l’incertezza riguardo la tutela dei diritti degli investitori, e quindi anche dei diritti di proprietà intellettuale.
La proprietà intellettuale è molto importante per gli Stati Uniti. Moltissime nostre aziende, ad esempio la Google, hanno basato il loro business sull’innovazione e pertanto sulla protezione dell’innovazione.
Google produce soltanto prodotti di proprietà intellettuale. Anche Hollywood è un sistema che si basa interamente sulla proprietà intellettuale.
Le nostre università finanziano la propria ricerca anche tramite la registrazione di brevetti e la commercializzazione delle proprie scoperte.
Ritengo che sia una mia precisa responsabilità, in qualità di Ambasciatore Americano presso l’Italia, di assicurare gli interessi degli Stati Uniti nel vostro paese.
Ciò va dall’assistenza prestata dall’Ambasciata al turista americano che è stato derubato, all’accertarsi che gli investimenti e gli interessi economici americani in Italia siano tutelati. Purtroppo devo dire senza troppi giri di parole che, nel campo della proprietà intellettuale, gli interessi americani subiscono danni ingenti in Italia.
Alcune fonti valutano il danno alla sola industria del copyright, cioè escludendo marchi e brevetti, intorno ai 2 miliardi di dollari l’anno. Ciò è semplicemente inaccettabile. Ed è ovvio che quando le aziende americane subiscono danni così rilevanti, il governo degli Stati Uniti è tenuto ad occuparsi del problema.
Parlando sempre molto francamente, l’Italia, pur avendo ottime leggi, è eccessivamente tollerante nei confronti di chi viola la proprietà intellettuale.
Per questo motivo, l’Italia è tuttora inserita nella Watch List della Special 301, una legge che richiede al governo americano di valutare il livello di protezione della proprietà intellettuale in 79 paesi partner commerciali.
Nei casi più gravi, l’inserimento nella lista può portare all’applicazione di sanzioni commerciali. Al momento, non sono previste sanzioni contro l’Italia, ma devo dire che vedere il Bel Paese inserito nella lista è sinceramente poco confortante. Come sapete, le mie radici italiane sono molto profonde, e qui mi sento a casa.
È quindi per me ancora più doloroso vedere l’Italia in questa lista, dalla quale mi auguro potrà essere rimossa al più presto possibile. Purtroppo, sino a quando le aziende americane continueranno a subire simili danni economici, ciò non sarà possibile.
Con il vostro permesso vorrei tornare su questo punto fra poco per proporre alcuni suggerimenti al fine di correggere questa situazione.
Prima desidero ripetere quello che vado sostenendo sin dal mio arrivo in Italia. E’ nel vostro interesse, prima che nel nostro, difendere la creatività e perciò la proprietà intellettuale. L’Italia ha un potenziale enorme.
Potrebbe diventare un “hub”, un centro d’eccellenza e d’innovazione, ma attualmente questo non avviene. Sono Californiano, e la California è lo Stato dove è nata la Silicon Valley. Ebbene non è un caso che la Silicon Valley sia sorta proprio lì.
Infatti, lo Stato della California, l’America tutta in realtà, ha un sistema che promuove le sinergie tra ricerca e mercato, che stimola l’imprenditorialità dei ricercatori, che incentiva la nascita di nuove aziende e soprattutto che permette a chi ha idee creative di poterle commercializzare, sapendo di poter contare su una adeguata protezione delle proprie idee ed essere così ricompensato del proprio lavoro.
Proprio grazie alla sua grande creatività, anche l’Italia potrebbe veder sorgere la propria Silicon Valley - parlo di film, musica, attività letterarie e spirito di innovazione; parlo di scoperte e design, parlo anche di tecnologia ed informatica.
L’innovazione e la creatività sono il perfetto esempio di come cultura ed imprenditorialità non siano in contrapposizione.
Infatti, l’innovazione e la cultura generano nuove e molteplici opportunità di lavoro.
Per esempio, è essenziale proteggere i film dalla pirateria perché tutti coloro che operano nel cinema vanno ricompensati, e mi riferisco non solo alle “star”, ma a tutti gli operatori che svolgono un ruolo nell’ambito di questo splendido mondo a tutti i livelli.
La cinematografia è una complessa forma d’arte non realizzabile senza autori, editori, compositori, attori e registi, ma anche inattuabile senza l’operato degli elettricisti e dei tecnici; e che altresì necessita di attività correlate quali la distribuzione e la promozione, senza dimenticare il lavoro di chi rappresenta l’industria.
La pirateria, così come la contraffazione, è in grado di distruggere la creatività e danneggiare il sistema economico. Proteggere il copyright dei film significa proteggere il lavoro e la professionalità di migliaia di persone. Ho usato l’esempio dei film, ma ciò è vero per la musica, per l’editoria, per i software, per i marchi e per i brevetti.
L’innovazione apre le porte a nuove opportunità imprenditoriali offrendo più scelta, più soddisfazione, più remunerazione. L’apertura ad una cultura dell’innovazione permetterà all’Italia di rimanere tra i grandi del mondo.
E’ fondamentale creare le necessarie condizioni affinché tutto ciò sia possibile, adottando misure e provvedimenti orientati al concreto rafforzamento della lotta contro la pirateria e la contraffazione, sia mediante le attività di prevenzione che tramite una severa applicazione delle sanzioni penali.
La presenza a questo seminario dei rappresentanti della magistratura è importante. Vi chiedo di avere la considerazione appropriata per questo grave reato, e di non sottovalutarne l’impatto economico. Voglio anche rivolgere la vostra attenzione verso la nuova frontiera della pirateria: internet.
Internet è una risorsa eccezionale per tutti noi, nonché una fonte inesauribile di informazioni ed opportunità. Tuttavia potrebbe tramutarsi in un efficace strumento per i pirati, ai quali invece dobbiamo impedire di soffocare la nostra creatività.
La pirateria su internet impedisce lo sviluppo del mercato legale on-line per film, musica, software ed altro.
Prendere provvedimenti per combattere la pirateria su internet non solo servirà a proteggere il copyright ed a combattere la criminalità organizzata, ma servirà da stimolo all’industria per ampliare le possibilità per il consumatore di scaricare i contenuti in maniera legale.
Le autorità devono vigilare, e punire l’uso illecito di internet. Naturalmente, non sto pensando al teenager che scarica qualche film o qualche canzone, ma sto pensando ai grandi “uploaders” che immettono illegalmente in rete gigantesche quantità di materiale a danno di tutti.
Un ultimo punto su internet. Nell’affrontare la pirateria on-line vi sono evidenti considerazioni che riguardano la privacy. Il governo degli Stati Uniti considera la privacy individuale come un aspetto importante della libertà personale.
Tuttavia vorrei incoraggiare le autorità italiane a trovare il giusto equilibrio tra le garanzie per gli utenti internet e l’importanza di proteggere il lavoro dei creativi e degli artisti. Credo sia importante sottolineare che il furto della proprietà intellettuale non è un crimine senza vittime.
La pirateria e la contraffazione sono un furto a tutti gli effetti. Si tratta infatti di crimini estremamente seri, che danneggiano l’economia, mettono a rischio numerosi posti di lavoro, frenano la creatività ed in alcuni casi mettono a rischio la nostra sicurezza.
L’intangibilità della proprietà intellettuale forse inganna. Nessuno si scandalizza se un ladro d’auto viene arrestato e condannato…ha rubato una proprietà altrui ed ha creato un danno economico E’ la stessa cosa per quanto riguarda la proprietá intellettuale.
E forse, a differenza di altri reati, è ancora più devastante in quanto l’impatto della singola violazione si ripercuote su tutta la società, ed ogni singola violazione della proprietà intellettuale è un freno al nostro futuro.
Per di più, in un momento in cui si parla tanto di lotta all’evasione fiscale, è giusto sottolineare che i pirati ed i contraffattori “non pagano una lira” – come si usava dire – di tasse.
Inoltre, credo che non vi sia più dubbio sul fatto che la pirateria e la contraffazione siano strumenti ormai nelle mani della criminalità organizzata.
E ciò rafforza ancora di più la gravità di tali reati.
Tornando alla legge 301 sulla proprietà intellettuale, quali sono le cose che l’Italia dovrebbe fare per uscire da questa lista, principalmente, ripeto, nel proprio interesse, ancor più che nel nostro.
Premetto che non voglio assolutamente sostenere che non sia stato fatto nulla. Gli Stati Uniti collaborano con l’Italia da più di un decennio e certamente sono stati compiuti molti progressi; tuttavia il problema presenta ancora dimensioni tali da rendere necessaria un’azione di gran lunga più risolutiva per sanare una situazione che oserei definire drammatica.
Per prima cosa vorrei sottolineare che l’Italia dispone di ottime leggi antipirateria. Bene, allora le applichi efficacemente, in particolare nei casi più gravi. E’ fondamentale che la magistratura applichi le sanzioni penali esistenti in maniera efficace come le applica per tutti gli altri reati gravi, in quanto, e non mi stanco di ripeterlo, la pirateria non è un reato senza vittime.
In secondo luogo, è necessario stabilire e mettere in atto un piano coordinato a livello nazionale che coinvolga le istituzioni, le forze dell’ordine e le autorità locali. Credo poi che sia importante coinvolgere le aziende – cioè le dirette interessate - per ottenere il loro aiuto.
Infine, sarebbe quanto mai opportuno produrre delle statistiche ufficiali sul fenomeno, sulle attività di controllo e sulle sanzioni giudiziarie.
Naturalmente, però, il vero fattore che permetterà all’Italia di uscire dalla watch list della legge 301 sarà unicamente la sostanziale riduzione dell’impatto della pirateria sulle nostre aziende.
Detto tutto ciò, è anche giusto sottolineare che vedo numerosi segnali positivi.
Sia le forze dell’ordine che la magistratura stanno prendendo coscienza del fenomeno, ed anche i sindacati si stanno rendendo conto che tollerare l’illegalità è dannoso per il mondo del lavoro. Le aziende sono sempre più coscienti della necessità di essere più attive in questo campo.
Inoltre, il governo italiano è al momento attivamente impegnato nella difesa della proprietà intellettuale anche in sede internazionale.
Desidero sottolineare che guardiamo con interesse al programma lanciato dall’ANCI, l’associazione dei sindaci, per combattere la pirateria e la contraffazione.
Città come Firenze stanno dedicando particolare attenzione a tale problema, e le campagne mirate a sensibilizzare i cittadini ed i turisti circa l’illegalità della vendita abusiva di prodotti contraffatti hanno avuto un ottimo impatto.
Sono iniziative degne di nota in quanto danno nuovo impulso alla lotta contro la contraffazione e la pirateria, e spero vivamente che le associazioni imprenditoriali e le camere di commercio si uniscano ai comuni a sostegno di queste iniziative.
Anche a livello politico vi è più attenzione. Lo scorso maggio il Ministro Bersani ed io abbiamo condotto un dibattito pubblico sulla pirateria e sull’importanza di favorire l’innovazione.
Oggi non posso che ringraziare il Vice Presidente D’Alema per aver ospitato insieme al Ministro Mastella questo importante incontro, che vuole essere indubbiamente un segnale di maggiore sensibilizzazione e costruttivo impegno nei confronti del problema. Mi auguro che non rimanga un evento senza seguito.
Il mio governo, l’Ambasciata, ed io personalmente siamo disponibili a cooperare con le autorità italiane affinché la proprietà intellettuale venga adeguatamente protetta in Italia, sia per tutelare l’interesse delle aziende americane, sia per favorire un nuovo ciclo di sviluppo del vostro paese, cosa che, anche qui lo dico francamente, è nell’interesse degli Stati Uniti.
Infatti, essendo uno dei nostri migliori alleati, un’Italia economicamente forte, e perciò politicamente influente a livello internazionale, è nel nostro interesse.
Concludo qui. Vi ringrazio sinceramente per avermi permesso di partecipare a questo importantissimo evento, ed esorto tutti ad adoperarvi affinché la pirateria e la contraffazione non continuino ad essere un ostacolo per la crescita culturale ed economica dei nostri paesi.
Grazie.
Lo Space Shuttle Discovery parte per la missione STS-120
A bordo l’astronauta Paolo Nespoli ed il modulo “italiano” Harmony
La partenza della missione dello Space Shuttle STS-120 verso la Stazione Spaziale Internazionale e` prevista da Cape Canaveral in Florida, per le 17.38 di martedì 23 ottobre.
L’equipaggio include l`astronauta italiano Paolo Nespoli dell`Agenzia Spaziale Europea (ESA).
A bordo dello Shuttle, anche un modulo logistico pressurizzato di fabbricazione italiana (il “modulo Harmony”) come stabilito da un accordo tra l’ESA e la National Aeronautics and Space Administration (NASA).
Il modulo, costruito dall’impresa Franco -Italiana Thales Alenia Space, sara` usato per collegare i laboratori scientifici alla Stazione Spaziale.
Shuttle Launches To Continue Space Station Construction
23rd U.S. flight to orbital outpost carries Star Wars film lightsaber
Space shuttle Discovery blasted into Florida’s morning sky October 23, beginning a 14-day STS-120 mission to continue construction of the International Space Station. At the station, Discovery’s crew will add the Node 2 module, called Harmony, to the expanding station to provide attachment points for the European Space Agency’s laboratory module Columbia in December, and the Kibo Japanese Experiment Logistics Module early in 2008.
“Three … two … one … and liftoff of space shuttle Discovery,” Mission Control announced, “carrying the seven STS-120 astronauts! The shuttle has cleared the launch tower, beginning its mission to bring Harmony to the International Space Station.”
Harmony, built in Italy for the United States, is a 7.2- by 4.4-meter passageway with a pressurized volume of 75 cubic meters. The Harmony node, which NASA calls an “international crossroads in space,” is “an important stepping stone, both for our agencies and our programs, and for our nations,” European Space Agency (ESA) astronaut Paolo Nespoli said during a September interview. Discovery also will carry into space, and then back to Earth, a fictional weapon from George Lucas’s epic Star Wars franchise, whose six films — each opening with the introduction, “A long time ago, in a galaxy far, far away ….” — have been seen by millions of fans around the world.
The weapon, a lightsaber that belonged to Star Wars hero Luke Skywalker in the first film, released in 1977 by 20th Century Fox, is being flown into space to honor the 30th anniversary of the franchise.
In another first, the STS-120 mission will mark the first time women have been in command of the space shuttle and the space station at the same time. Retired U.S. Air Force Colonel Pam Melroy is commanding Discovery, and biochemistry researcher Peggy Whitson is commanding the space station as part of Expedition 16.
EXPEDITIONS
Accompanying Melroy on Discovery are pilot George Zamka and mission specialists Scott Parazynski, Stephanie Wilson, Doug Wheelock, ESA’s Nespoli and Daniel Tani.
Tani will stay aboard the station and return to Earth with the STS-122 crew, which is scheduled to launch aboard Atlantis December 6.
On October 21, Expedition 15 Commander Fyodor Yurchikhin and flight engineer Oleg Kotov returned to Earth with their Malaysian guest Sheikh Muszaphar Shukor, landing in Kazakhstan. Flight engineer Clay Anderson stayed aboard the station to become part of Expedition 16, with Whitson and flight engineer Yuri Malenchenko. Anderson, after nearly five months on the station, will return to Earth with Discovery, which is scheduled to return to the Kennedy Space Station in the early morning hours of November 6.
The final member of Expedition 16, Garrett Reisman, 39, is scheduled to launch on shuttle Endeavour February 14, 2008. Reisman will replace ESA astronaut Léopold Eyharts and stay aboard the station as part of the next crew, Expedition 17. He is scheduled to return to Earth on Atlantis (STS-119) in the summer of 2008.
AT WORK IN SPACE
At the orbital outpost, the Discovery crew will move a section of the station’s backbone, or truss, and its solar arrays to a permanent position at the very end of the left side of the truss. The arrays have been attached to the middle of the truss for seven years, where they have acted as a temporary power system. Five spacewalks are planned, most of them scheduled to be conducted while the shuttle is docked to the station. One spacewalk will be used to evaluate a repair technique for shuttle tiles.
With Discovery’s launch, 13 shuttle missions remain to complete the International Space Station before the shuttle is retired in 2010. The fifth and final servicing mission for the Hubble Space Telescope, an international cooperative project between NASA and the European Space Agency, is scheduled for September 10, 2008.
During that 11-day flight, Atlantis’ seven astronauts will repair and improve the observatory’s capabilities through 2013. Mission planners have been working since the flight was announced in October 2006 to determine the best time in the shuttle manifest to repair Hubble while minimizing the impact to the space station.
Hubble was placed on orbit in April 1990; in June 1990 scientists discovered a problem with its primary mirror. Astronauts from space shuttle Endeavour fixed the problem in 1993 during a servicing mission. Servicing missions in 1997, 1999 and 2002 fixed other problems and performed maintenance. In January 2004, NASA Administrator Michael Griffin canceled further on-orbit manned servicing because of potential risks to shuttle astronauts, but in 2006 approved a final mission to the telescope. NASA will support a “launch on need” flight during the Hubble mission. If a rescue flight becomes necessary, shuttle Endeavour will lift off from the Kennedy Space Center. Shuttle missions beyond the mission to service the Hubble, designated STS-125, are being assessed. Shuttle and station program officials will continue to consider options for the rest of the shuttle flights to complete construction of the space station by 2010, when the shuttle fleet is scheduled to be retired.
More information about the Hubble Space Telescope, the space shuttle program and the launch schedule is available at the NASA Web site.









