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Leonardo da Vinci – Drawings from the Biblioteca Reale in Turin
Venerdì 26 Settembre, presso il Museum of Art di Birmingham, Alabama (USA) si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della mostra: “Leonardo da Vinci – Drawings from the Biblioteca Reale in Turin”. Sabato 28 Settembre 2008 la mostra è stata aperta al pubblico. L’esposizione durerà fino al 9 novembre 2008 , per essere riallestita presso il Fine Arts Museums di San Francisco in California per il periodo 16 novembre 2008 - 4 gennaio 2009.
Per la prima volta, gran parte della collezione dei disegni di Leonardo da Vinci, vanto - pur fra collezioni tutte straordinarie - della Biblioteca Reale di Torino è stata portata oltreoceano. Per il suo rilievo e la sua delicatezza, l’evento costituisce un’assoluta novità nel panorama espositivo internazionale. L’occasione è stata promossa e costruita dalla FIAC (Foundation for Italian Arts and Culture), presieduta da Alain Elkann, che ha proposto l’iniziativa al Ministero.
FIAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Museum of Art di Birmingham in Alabama sono quindi i Soggetti organizzatori. Tutte le spese sono a carico del Museum of Art di Birmingham; nessuna spesa è stata o sarà a carico del Ministero o della Biblioteca Reale torinese.
Autorizzata nel 2007 dalla Direzione Generale per i Beni Librari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, su parere favorevole dell’allora direttrice della Biblioteca Reale Letizia Sebastiani ed in base al parere tecnico positivo del competente Comitato Tecnico Scientifico ministeriale, la mostra appena aperta nel Museo di Birmingham sarà nel mese di novembre allestita a San Francisco. In sede ministeriale e locale, sono attualmente in corso le trattative per allestirla in una terza sede americana, a Rino (Nevada).
E’ stato escluso dal prestito, per motivi di conservazione, l’Autoritratto di Leonardo, che della collezione “reale” di Torino costituisce il simbolo e il capolavoro assoluto: per esso l’Istituto Centrale per la Patologia del Libro di Roma decretò anni fa l’inamovibilità, in ragione della delicatezza del supporto, attaccato dal foxing (fungo deteriogeno del supporto cartaceo) che ne ha indebolito la fibra.
La principale preoccupazione della Direzione della Biblioteca Reale è stata quella di garantire al massimo la sicurezza del trasporto e dell’allestimento.
Per la definizione delle necessarie cautele è stata fondamentale la collaborazione dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio archivistico e librario del Ministero, che ha fornito le specifiche tecniche per la realizzazione dei climaboxes (del valore ciascuno di circa Euro 2.000, che resteranno di proprietà della Biblioteca torinese) per il trasporto e l’esposizione dei disegni e del Codice sul volo degli uccelli. Essi, sigillati presso la Biblioteca Reale di Torino nei giorni 15 -17 settembre - in modo da garantire al loro interno lo stesso microclima della Biblioteca stessa - resteranno chiusi fino al momento del rientro delle opere a Torino
Inoltre, le preziose opere sono state e saranno accompagnate durante tutti i trasferimenti, sia dall’Italia agli Stati Uniti, sia tra le sedi espositive, da funzionari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: tra loro alcuni restauratori, pronti ad intervenire qualora se ne presenti la necessità.
La complessità dell’operazione ha comportato l’obbligo di prevedere due trasporti aerei consecutivi per entrambe le sedi espositive.
Tutte le misure di protezione sono state dettate dagli Istituti del Ministero, cui spetta il compito di garantire la miglior conservazione dei beni che tutela, pur nella doverosa azione di valorizzazione e promozione nel mondo dello straordinario patrimonio culturale di cui l’Italia è invidiata custode.
A seguito dei contatti intercorsi in queste settimane con la dottoressa Clara Vitulo, Direttrice della Biblioteca Reale di Torino e supervisore per il Ministero del trasferimento dei disegni di Leonardo negli Stati Uniti, comunichiamo che tutti i disegni e il Codice di Leonardo risultano in perfette condizioni e sono stati collocati secondo l’allestimento previsto presso il Museum of Art di Birmingham, Alabama (USA).
In occasione dell’esposizione di Birmigham è stato organizzato il giorno 27 settembre 2008 un convegno internazionale che ha visto la partecipazione, in presenza della Direttrice della Biblioteca Reale dott.ssa Clara Vitulo, di David Alan Brown (National Gallery of Art, London); di Jonathan Pevsner e Johns Hopkins (School of Medicine); di Francesca Fiorani (University of Virginia).
Il catalogo della mostra, introdotto da un saggio a cura di Letizia Sebastiani e Clara Vitulo, presenta contributi di: Carmen C. Bambach (Metropolitan Museum of Art, New York); Richard O. Prum e William Robertson Coe (Yale University); Martin Kemp (University of Oxford). Le schede dono a cura di Jeannine A. O’Grody (Birmingham Museum of Art).
Leonardo da Vinci – Drawings from the Biblioteca Reale in Turin
Venerdì 26 Settembre, presso il Museum of Art di Birmingham, Alabama (USA) si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della mostra: “Leonardo da Vinci – Drawings from the Biblioteca Reale in Turin”. Sabato 28 Settembre 2008 la mostra è stata aperta al pubblico. L’esposizione durerà fino al 9 novembre 2008 , per essere riallestita presso il Fine Arts Museums di San Francisco in California per il periodo 16 novembre 2008 - 4 gennaio 2009.
Per la prima volta, gran parte della collezione dei disegni di Leonardo da Vinci, vanto - pur fra collezioni tutte straordinarie - della Biblioteca Reale di Torino è stata portata oltreoceano. Per il suo rilievo e la sua delicatezza, l’evento costituisce un’assoluta novità nel panorama espositivo internazionale. L’occasione è stata promossa e costruita dalla FIAC (Foundation for Italian Arts and Culture), presieduta da Alain Elkann, che ha proposto l’iniziativa al Ministero.
FIAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Museum of Art di Birmingham in Alabama sono quindi i Soggetti organizzatori. Tutte le spese sono a carico del Museum of Art di Birmingham; nessuna spesa è stata o sarà a carico del Ministero o della Biblioteca Reale torinese.
Autorizzata nel 2007 dalla Direzione Generale per i Beni Librari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, su parere favorevole dell’allora direttrice della Biblioteca Reale Letizia Sebastiani ed in base al parere tecnico positivo del competente Comitato Tecnico Scientifico ministeriale, la mostra appena aperta nel Museo di Birmingham sarà nel mese di novembre allestita a San Francisco. In sede ministeriale e locale, sono attualmente in corso le trattative per allestirla in una terza sede americana, a Rino (Nevada).
E’ stato escluso dal prestito, per motivi di conservazione, l’Autoritratto di Leonardo, che della collezione “reale” di Torino costituisce il simbolo e il capolavoro assoluto: per esso l’Istituto Centrale per la Patologia del Libro di Roma decretò anni fa l’inamovibilità, in ragione della delicatezza del supporto, attaccato dal foxing (fungo deteriogeno del supporto cartaceo) che ne ha indebolito la fibra.
La principale preoccupazione della Direzione della Biblioteca Reale è stata quella di garantire al massimo la sicurezza del trasporto e dell’allestimento.
Per la definizione delle necessarie cautele è stata fondamentale la collaborazione dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio archivistico e librario del Ministero, che ha fornito le specifiche tecniche per la realizzazione dei climaboxes (del valore ciascuno di circa Euro 2.000, che resteranno di proprietà della Biblioteca torinese) per il trasporto e l’esposizione dei disegni e del Codice sul volo degli uccelli. Essi, sigillati presso la Biblioteca Reale di Torino nei giorni 15 -17 settembre - in modo da garantire al loro interno lo stesso microclima della Biblioteca stessa - resteranno chiusi fino al momento del rientro delle opere a Torino
Inoltre, le preziose opere sono state e saranno accompagnate durante tutti i trasferimenti, sia dall’Italia agli Stati Uniti, sia tra le sedi espositive, da funzionari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: tra loro alcuni restauratori, pronti ad intervenire qualora se ne presenti la necessità.
La complessità dell’operazione ha comportato l’obbligo di prevedere due trasporti aerei consecutivi per entrambe le sedi espositive.
Tutte le misure di protezione sono state dettate dagli Istituti del Ministero, cui spetta il compito di garantire la miglior conservazione dei beni che tutela, pur nella doverosa azione di valorizzazione e promozione nel mondo dello straordinario patrimonio culturale di cui l’Italia è invidiata custode.
A seguito dei contatti intercorsi in queste settimane con la dottoressa Clara Vitulo, Direttrice della Biblioteca Reale di Torino e supervisore per il Ministero del trasferimento dei disegni di Leonardo negli Stati Uniti, comunichiamo che tutti i disegni e il Codice di Leonardo risultano in perfette condizioni e sono stati collocati secondo l’allestimento previsto presso il Museum of Art di Birmingham, Alabama (USA).
In occasione dell’esposizione di Birmigham è stato organizzato il giorno 27 settembre 2008 un convegno internazionale che ha visto la partecipazione, in presenza della Direttrice della Biblioteca Reale dott.ssa Clara Vitulo, di David Alan Brown (National Gallery of Art, London); di Jonathan Pevsner e Johns Hopkins (School of Medicine); di Francesca Fiorani (University of Virginia).
Il catalogo della mostra, introdotto da un saggio a cura di Letizia Sebastiani e Clara Vitulo, presenta contributi di: Carmen C. Bambach (Metropolitan Museum of Art, New York); Richard O. Prum e William Robertson Coe (Yale University); Martin Kemp (University of Oxford). Le schede dono a cura di Jeannine A. O’Grody (Birmingham Museum of Art).
La libertà energetica
Editoriale dell’Ambasciatore Ronald P. Spogli, pubblicato sul quotidiano “Il Corriere della Sera” del 27 settembre 2008
La scorsa settimana ho avuto l’onore di partecipare con il presidente del Consiglio Berlusconi, il Ministro per lo Sviluppo Economico Scajola e il presidente della Rgione Veneto Galan all’inaugurazione del nuovo terminale di rigassificazione di gas naturale liquido di Rovigo. Questa iniziativa congiunta realizzata da ExxonMobil, Edison, Qatar Petroleum e il governo italiano rende disponibile una nuova fonte di gas per l’Italia. Una volta pienamente operativo, il terminal di Rovigo sarà in grado di fornire il 10% dell’attuale consumo di gas naturale dell’Italia. Questo progetto, oltre a evidenziare i vantaggi della cooperazione internazionale nel settore dell’energia, rappresenta un significativo passo in avanti dell’impegno dell’Italia nel diversificare le proprie fonti di approvigionamento energetico. Al governo italiano e ai suoi partner privati va riconosciuto l’enorme merito di perserveranza nel portare avanti e realizzare questo progetto. La costruzione di questo impianto offshore del valore di 2 miliardi rappresenta una spartiacque nella storia dell’indipendenza energetica italiana. È anche un evento unico in quanto si tratta della più grande struttura offshore di lavorazione del gas liquido naturale del mondo.
Questo progetto rappresenta altresì un esempio tangibile di quello che l’Italia può fare per migliorare la sua sicurezza in campo energetico. Incoraggiamo queste iniziative e siamo lieti di vedervi la partecipazione di una grande azienda americana. I gasdotti nel bacino del Caspio rappresentano un altro esempio di come l’Italia possa migliorare la sua sicurezza in campo energetico. Dobbiamo continuare ad estendere un sistema economico aperto e globale in campo energetico e difenderlo da pratiche abusive in modo da ridurre la nostra vulnerabilità a decisioni arbitrarie di alcuni fornitori di energia. I recenti fatti in Georgia sottolineano l’importanza di lavorare insieme per il raggiungimento di questo obiettivo.
Anche negli Stati Uniti stiamo affrontando la diversificazione energetica. Il presidente Bush ha parlato più volte della necessità di porre fine alla nostra “dipendenza” dal petrolio del Medio Oriente. Sappiamo che questo tipo di dipendenza crea vulnerabilità. Per questa ragione stiamo lavorando con grande determinazione alla realizzazione di progetti tesi a estendere e diversificare le nostre fonti di approvigionamento energetico. Un maggior ricorso ai biocarburanti e ad altre forme di energie rinnovabili, al carbone pulito e al nucleare, è parte dell’impegno del mio Paese a ridurre la vulnerabilità.
Questo nuovo terminale, unitamente alle iniziative tese ad assicurarsi fonti energetiche dal Nord Africa, a un maggiore uso delle fonti di energia rinnovabile e ai progetti per il nucleare promossi dal governo Berlusconi, aiuterà l’Italia a diversificare le sue fonti di energia e a ridurre la sua vulnerabilità energetica. Desidero incoraggiare l’Italia a fare in modo che progetti innovativi procedano più rapidamente; questo progetto in particolare ha richiesto dieci anni. Le sfide del mondo attuale ci richiedono di lavorare insieme per far sì che le innovazioni si affermino più rapidamente.
L’Italia e l’Europa si trovano ad affrontare sfide e vulnerabilità diverse da quelle che abbiamo noi negli Stati Uniti, ma il rigassificatore di Rovigo dimostra che la cooperazione può aiutarci ad andare avanti. Sono particolarmente lieto del fatto che un’azienda americana, la ExxonMobil, sia un partner chiave in questo progetto, e ancora una volta desidero esprimere le mie congratulazioni al governo italiano per la sua saggezza e la lungimiranza.
Veneto partner prediletto degli Usa. «La crisi finanziaria non ferma gli affari. Da noi fantasia e solidità»
All’America piace il Nordest: lo dice la American Chamber of Commerce in Italy (AmCham è l’organizzazione per la promozione delle relazioni economiche tra Italia e Usa nata nel 1915). Cosi nonostante la crisi globale, i legami tra Veneto e Usa restano caratterizzati da una grande solidità: questo anche grazie alla comunità italiana in Usa. «Gli Stati Uniti - spiega l’assessore all’Economia, Vendemiano Sartor - sono il terzo cliente degli esportatori veneti e sono all’ottavo posto tra i nostri fornitori».
L’interscambio complessivo ha sfiorato lo scorso anno 5 miliardi di euro e il 10 percento delle merci che arrivano in Italia dagli Usa è destinato al Veneto. Ragionando in senso contrario si scopre che nel Veneto esistono un centinaio di imprese a capitale americano. Quello che è evidente, ed è quanto è emerso durante un confronto a più voci tenutosi a Venezia sulle opportunità di investimenti bilaterali organizzato da AmCham, è l’importanza di lavorare su quella che il vicepresidente di Confindustria, Antonio Costato, ha definito come «una osmosi maggiore tra questa e quella parte dell’occidente». Nessuno fa mistero della crisi ma, annota Costato, le cause non vanno disvelate attraverso grandi sofismi: «ci sono casi evidenti dove si è infranto chiaramente almeno uno dei dieci comandamenti»; insomma, senza tanti giri di parole, qualcuno è scappato con la cassa. A bocce ferme adesso bisognerà ripartire: non sarà semplice. E l’America dovrà lavorare per dare una iniezione di fiducia a chi dall’estero vuol scommettere su di lei.
«D’altronde - rileva John Kozup, della Villanova University di Philadelpia - il problema sul fronte degli investimenti verso gli Usa è dato dall’informazione» per superare la paura; succede, è emerso, che in Usa investire è più facile a farsi piuttosto che a dirsi e non solo per chi è grande, grosso e strutturato. La burocrazia che funziona è il fiore all’occhiello dell’economia statunitense. Al contrario in Italia: l’Università di Philadelphia in uno studio ha rilevato che «i lati negativi del paese sono l’aspetto burocratico e un mercato del lavoro troppo rigido». C’è invece, tra i manager Usa la convinzione che in Italia vi sia una capacità elevata di produrre qualità (il solito inscalfibile Made in Italy).
Cosi, mettendo sullo stesso piatto della bilancia pregi e difetti di due mercati molto diversi la strada migliore risulta essere quella della cooperazione bilaterale. Per Fabio Gava, oggi parlamentare, «dobbiamo prospettare una grande alleanza euroatlantica nel settore dell’economia ed in questo senso credo che il Nordest vorrà fare la sua parte». Rileva Renato Brunetta, ministro dell’innovazione ed economista: «la nostra è economia reale vera; è produzione di beni, servizi, cose, griffe, marche e marchi e quindi meno risente della crisi dell’economia di carta, dell’economia finanziaria. L’economia vera è quella reale, quella di carta, semmai, è funzionale». Un motivo di forza per chi dagli Usa, ad esempio, vuol cercare terreni solidi in Italia essendo che «il baricentro dell’Europa si è spostato a Sud e a Est» e di conseguenza anche nel nostro Nordest. L’america lo sa.
CARNEVALE DI VENEZIA - SENSATION 2009
SENSATION 2009: l’anteprima del programma del Carnevale di Venezia
Eventi, musica, tradizione. L’anteprima del programma del Carnevale di Venezia “Sensation” 2009, firmato dal direttore artistico Marco Balich.
“Benvenuti al Carnevale più bello del mondo. Venite ad esplorare Venezia, lasciatevi guidare dai vostri Sensi per vivere la città nel segno del divertimento, del mistero, delle tante sorprese che la nuova edizione di Sensation 2009 vi riserva. Scoprite, vedete, sentite, toccate, annusate, gustate Venezia e i suoi 6 sestieri, lasciandovi trascinare dall’allegria, dalla gioia di essere al centro di un mondo unico, pieno di colori e sensazioni indimenticabili. Buon divertimento!
(continua…)
The Italian Academy celebrates Sardinia
Address
The Italian Academy
1161 Amsterdam Avenue
New York, NY 10027
Telephone and Telefax
tel (212) 854-2306
fax (212) 854-8479
E-mail
e-mail: itacademy@columbia.edu
World-Famous Italian “Rockefeller Fountain” Springs Eternal in The Bronx Zoo
The Wildlife Conservation Society unveils restored 136-Year-Old NYC landmark fountain.
The historic Italian Fountain at the Wildlife Conservation Society’s (WCS) Bronx Zoo has been completely restored. An evening event celebrated the restoration with a special visit by Daniele Travi, special envoy to the government of Como, Italy and with a performance by Italian-American tenor, Michael Amante.
The Italian Fountain, also known as the Rockefeller Fountain, is carved from light-colored limestone and granite. It was designed of sculptor Biagio Catella in Como, Italy, in 1872. After less than 20 years on site in the Piazza Cavour, the fountain was dismantled and put into storage in the Como City Hall. Many years later, in 1902, William Rockefeller bought the fountain and gave it to the Bronx Zoo. Laying the groundwork for the fountain at the zoo took about eight years, and then it was finally moved from its original location on Astor Court to its present position in the center of the Bronx Zoo’s Rainey Gate Concourse in 1910. It was declared a landmark in1968.
The historic makeover, which began in 2006, included the cleaning of all stone elements, such as the sea horses, dolphins, a swan, caryatids, mermaids and mermen. Cracks formed by time and inclement weather were filled in with cement, and lost pieces were replaced with new ones. There was also a complete overhaul and redesign of the plumbing and lighting systems that now includes a new pump and pipes that recycle water.
Building Conservation Associates, Inc. (BCA,) a consulting firm that specializes in restoring buildings and works of art, was selected to work on the project. A. Ottavino Corp. was then contracted to fulfill the restoration work. The task included refurbishing the stone façade and replacing lost pieces, all giving the 136-year-old fountain a beautiful new look. Every detail was considered when it came to restoring the fountain. The Italian Fountain has long been a favorite among zoo-goers to have their photo taken at this stunning and picturesque location.
“It has been an honor to have the Italian Fountain on our grounds here at the Bronx Zoo for the last 98 years,” said John Calvelli, WCS Senior Vice President for Public Affairs. “To get the chance to see such a magnificent piece of history restored so that a new generation of visitors can marvel at its beauty is truly wonderful.”
“It is very rewarding for us to have this beloved work of art representing Como here at the Bronx Zoo,” said Daniele Travi, special envoy representing the government of Como, Italy.
“Como and its people are deeply touched and proud that this symbol of Italy – and our hometown in particular - graces such a place of beauty and inspiration in New York City. Thank you caring for ‘our’ Italian Fountain.”
The Italian Fountain restoration was made possible with funding provided by Congressman José E. Serrano through the Save America’s Treasures Foundation, Mayor Michael R. Bloomberg, and Bronx Borough President Adolfo Carrión, Jr. The Italian Fountain welcomes guests at its Rainy Gate entrance to the Wildlife Conservation Society’s headquarters at the Bronx Zoo.
Visitors entering the Bronx Zoo from Fordham Road may feel like they are taking a step back into an elegant time as the historic Rainey Gate with its bonze sculptures depicting a variety of animals welcome guests. The streetlamps have been replaced to continue the experience that then opens up to the Italian Fountain at the center of the concourse area that is encircled with plantings. Just beyond is the Italian Garden, which is a rectangular space that carries the theme with an intricate landscape design, that draws guests to the two sets of stairs leading to Astor Court. In 2000, the entire space from the entrance point at Rainey Gate to the far end of Astor Court at Zoo Center, was declared a landmark site by NYC Landmarks Commission. Astor Court has the most intact collection of Beaux Arts designed buildings in New York. The new permanent Madagascar! exhibit inside the restored 1903 Lion House opened in June, 2008. All of these projects were part of WCS’s Gateways to Conservation campaign.
The fountain’s celebration was enhanced in-part through generous donations by Daniele Travi, who provided the wine from Como’s only vineyard, while Dave Greco of Mike’s Deli on Arthur Avenue provided some of the Italian specialty foods. Special thanks to Michael Amante for his wonderful performance, adding to the culture and spirit of the event.
The Wildlife Conservation Society saves wildlife and wild places worldwide, through science, global conservation, education and the management of the world’s largest system of urban wildlife parks, led by the flagship Bronx Zoo. Together these activities change attitudes towards nature and help people imagine wildlife and humans living in harmony. WCS is committed to this mission because it is essential to the integrity of life on Earth. www.wcs.org.
Oscar Pistorius testimonial della 23ª Venicemarathon Trofeo Casinò di Venezia
Gli organizzatori della maratona lagunare hanno trovato nell’atleta sudafricano il promotore ideale del progetto “Venezia Accessibile”. Un’iniziativa, portata avanti di concerto con il Comune di Venezia, che prevede la posa di rampe sui ponti della città che attraversano calli e canali, per favorire il passaggio dei maratoneti durante la gara, ma soprattutto l’accessibilità e la fruibilità della città da parte dei portatori di handicap per diversi mesi all’anno.
Oscar Pistorius inaugurerà il progetto e sarà al traguardo della 23ª Venicemarathon, a Riva dei Sette Martiri domenica 26 ottobre.
Convegno Magna Carta: Le nuove relazioni transatlantiche 2008
Lunedì 22 settembre 2008, presso la Sede di Washington di Finmeccanica (1625, I Street, NW – 12th Floor), si svolge la Conferenza Magna Carta sul tema: “Le Nuove Relazioni Transatlantiche 2008”.
Il convegno sulle relazioni transatlantiche è da sempre l’evento istituzionale di maggiore importanza della Fondazione Magna Carta, un’opportunità per riflettere sulle problematiche internazionali di maggiore rilevanza e sulle responsabilità che uniscono le due sponde dell’Atlantico in un percorso storico comune. L’edizione di quest’anno, la quinta, ha un sapore tutto particolare. Si svolge a pochi passi dalla Casa Bianca, nella sede gentilmente offerta da Finmeccanica America, ed è organizzata in collaborazione con l’American Enterprise Institute (AEI), uno dei più prestigiosi think-tank americani, fulcro del pensiero neoconservatore.
È la seconda volta che Magna Carta condivide con l’AEI l’organizzazione dell’evento. Lo scorso anno a Roma, oggi a Washington. Segno di una partnership che si consolida e intende dare continuità alla promozione di quelle idee e di quei principi che con grande sforzo divulgativo, nonostante le critiche preventive e i pregiudizi ideologici, le caricature e le demonizzazioni, sono riusciti a guadagnare spazio ed autorevolezza sul piano culturale e politico: fortissima saldatura tra l’Europa e gli Stati Uniti e dell’Occidente nel suo insieme con Israele, impegno militare per difendere ed affermare la democrazia nel mondo quale difesa primaria dal terrorismo e da ogni minaccia alla sicurezza, rigida limitazione al dialogo con i terroristi e i loro sostenitori, durezza nelle relazioni con l’Iran e con i suoi progetti nucleari, riduzione della retorica onusiana e deideologizzazione dell’europeismo, ricerca di uno spazio e di un ruolo pubblico per la religione intesa sia come esperienza personale di fede che come patrimonio di tradizione e identità. D’altro canto, la svolta che si è avuta in Iraq con il surge del generale Petraeus è dovuta anche alle riflessioni dei neoconservatori, e in particolare degli studiosi dell’AEI che hanno lavorato insieme alla presidenza Bush.
Con l’imminente elezione di un nuovo presidente degli Stati Uniti, le idee che hanno animato il nostro impegno in questi anni non perdono la loro ragion d’essere, e acquistano anzi rinnovato vigore, perché rimane invariata la loro rispondenza alle necessità del momento storico che stiamo attraversando. L’Iran, con le sue propaggini regionali, resta infatti una minaccia per l’esistenza d’Israele e per la pace mondiale, mentre la galassia terroristica di matrice islamica, per quanto la rete internazionale di Al Qaeda abbia subito un notevole ridimensionamento, è sempre pericolosamente attiva con la sua viva capacità di rigenerarsi. Il radicamento nel Grande Medio Oriente di istituzioni democratiche e rispettose dei diritti umani è ancora in una fase embrionale, e malgrado lo slancio iniziale con le elezioni in Afghanistan e Iraq, ad oggi non si registrano decisivi passi in avanti. E questo significa che l’obiettivo della democratizzazione, posto dall’Amministrazione Bush ai paesi arabo-musulmani all’indomani dell’11 settembre, va perseguito con sempre maggiore convinzione, poiché la sicurezza dell’Occidente è strettamente connessa all’allargamento del novero delle democrazie liberali nel mondo. Le relazioni transatlantiche hanno ritrovato un andamento positivo, grazie soprattutto alla nuova presidenza francese e al cambio di governo in Italia. I paesi europei sono più disponibili ad assumere maggiori responsabilità in Afghanistan e a dar man forte all’azione americana nelle aree di crisi. Tuttavia, i banchi di prova sono costantemente in agguato.
Sulla questione del nucleare iraniano, le posizioni di Europa e Stati Uniti ora convergono sull’opportunità di rafforzare la linea dura nei confronti del regime di Teheran. Ma se la crisi dovesse subire un’escalation, permane il rischio di una frattura ancor più traumatica di quella già conosciuta al momento dell’intervento in Iraq. Allo stesso tempo, anche le tensioni geopolitiche con la Russia, riemerse con il conflitto nel Caucaso, richiedono massima compattezza e unità d’intenti nei rapporti con Mosca: una scarsa coesione priverebbe di forza e credibilità le decisioni dell’Alleanza Atlantica. Della massima importanza è la questione dei diritti umani in Cina, emersa con maggiore evidenza nel corso delle recenti Olimpiadi di Pechino. Si tratta di una sfida cruciale per l’Occidente: i diritti umani rappresentano i principi basilari su cui Europa e America sono fondati e per la loro difesa dobbiamo impegnarci senza scendere a compromessi.
Pertanto, le oscillazioni cui sono inevitabilmente sottoposte le relazioni tra Europa e Stati Uniti ci impongono di proseguire nella nostra attività culturale e politica volta a realizzare, nel precipuo interesse dell’Italia e dell’Unione Europea, l’unità tra le due sponde dell’Atlantico. Quell’unità che è a fondamento dello spazio di sicurezza garantito dalla NATO, dove la nostra democrazia e la nostra libertà trovano difesa da ogni minaccia.
Per informazioni: www.magna-carta.it
VIAGGIARE NEGLI STATI UNITI… SENZA VISTO
Nuove procedure per viaggiare negli USA ai sensi del programma “Viaggio senza Visto” con l’introduzione di ESTA, l’Electronic System for Travel Authorization.
Il Department of Homeland Security (DHS) ha da poco annunciato un nuovo sistema elettronico per l’autorizzazione dei viaggi, denominato Electronic System for Travel Authorization (ESTA). Questa nuova procedura consentirà alle autorità degli Stati Uniti di vagliare in anticipo tutti coloro che si recheranno negli Stati Uniti con il programma “Viaggio senza Visto”.
E’ stato dato l’annuncio ufficiale che questa nuova procedura entrerà obbligatoriamente in vigore a partire dal 12 gennaio 2009. La registrazione potrà essere effettuata, su base volontaria, già dal 1 agosto di quest’anno sul sito www.cbp.gov/esta.Ci si potrà registrare online con ESTA in qualsiasi momento, ma le autorità statunitensi consigliano di registrarsi non appena si inizi a programmare un viaggio negli Stati Uniti. Se, una volta registratisi, dovessero cambiare delle informazioni riguardanti l’itinerario del proprio viaggio, si potrà facilmente aggiornare la registrazione dal sito dell’ESTA.
In molti casi, il sistema ESTA fornirà una decisione quasi immediata circa l’elegibilità a viaggiare ai sensi del programma “Viaggio senza Visto”.
L’autorizzazione al viaggio da parte dell’ESTA:
- avrà durata di due anni, a meno che il passaporto del viaggiatore non scada nel frattempo;
- sarà valido per ingressi multipli negli Stati Uniti;
- non sarà una garanzia circa l’ammissibilità negli Stati Uniti.
L’approvazione da parte dell’ ESTA autorizza il passeggero, che viaggia ai sensi del programma “viaggio senza visto”, soltanto ad imbarcarsi su un volo diretto verso gli Stati Uniti. Sarà poi il funzionario del DHS Customs and Border Protection (CBP), alla frontiera, a pronunciarsi circa la possibilità d’ingresso negli Stati Uniti.
Per sapere di più su ESTA e su questa modifica al programma “Viaggio senza Visto”, consigliamo di visitare:
- il sito (in inglese) del DHS Customs and Border Protection (CBP) ESTA
- il sito (in inglese) del Dipartimento di Stato sul Programma Viaggio senza Visto
Vi invitiamo a consultare questo sito nelle prossime settimane per avere aggiornamenti sull’argomento.
Milioni di stranieri si recano ogni anno negli Stati Uniti per affari o turismo. Alcuni arrivano come turisti per far visita a parenti ed amici, altri per impegni specifici quali conferenze o convegni di carattere professionale, scientifico o educativo, riunioni d’affari e corsi di aggiornamento. Altri ancora hanno come scopo del proprio viaggio trattamenti medici, attività di volontariato presso organizzazioni caritatevoli, impiego domestico, intrattenimenti e gare sportive, o viaggiano per motivi religiosi, a specifiche condizioni. Gran parte di questi visitatori necessitano di un visto turistico B-1/B-2 per potersi recare negli Stati Uniti.
Un influsso positivo viene apportato alla vita culturale e socio-economica del nostro paese da parte dei visitatori stranieri spinti da un genuino interesse a visitare gli Stati Uniti per motivi di studio, affari o turismo. Il nostro obiettivo primario è quello di continuare ad accoglierli e di garantire loro un soggiorno sicuro. A seguito degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 sono stati introdotti alcuni cambiamenti alle leggi che regolare il flusso dei visitatori. Questi cambiamenti sono dettati dal desiderio di garantire la sicurezza sia dei cittadini residenti negli Stati Uniti che di coloro che vi si recano in visita. Per evitare ritardi o disappunti, l’Ambasciata Americana a Roma e i Consolati Generali di Milano, Firenze e Napoli esortano ad effettuare domanda di visto con sufficiente anticipo. In particolare, coloro che viaggiano per studio o scambio culturale dovrebbero fare domanda appena in possesso di tutta la documentazione necessaria.
E’ importante pianificare il proprio viaggio in modo da disporre del tempo necessario a fare domanda di visto. Durante il periodo estivo e’ consigliabile iniziare la propria richiesta di visto almeno un mese prima del viaggio stesso. Questo perche’ ci sia il tempo necessario per prenotare l’appuntamento, effettuare l’intervista, revisionare la documentazione, determinare se è possible emettere il visto e predisporne la riconsegna. Un programma di viaggio definitivo o l’acquisto di biglietti non rimborsabili non dovrebbe mai essere effettuato prima dell’ottenimento del visto stesso.
Per ulteriori informazioni: http://italy.usembassy.gov/visa/default-it.asp









