2009 - Novembre/Dicembre
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Un coniglio bianco in Central Park
E il coniglio bianco di “Alice nel paese delle Meraviglie” è diventato con l’ultima collezione di Furla (che lo veste di nero) il protagonista di nuove borse, collocato come stampa gigante sulle sciarpe, sugli ombrelli accanto al Brucaliffo, nel quadrante di un orologio che sarebbe piaciuto al Cappellaio Matto. Una collezione in progress realizzata per Furla Talent Hub dai giovani fashion designers Fabio Sasso e Juan Caro.
Con una interpretazione alla Lewis Carrol della famosissima fiaba, Furla Talent Hub propone il gioco delle parti che vede i personaggi di questo viaggio onirico fatto di paradossi, assurdità e nonsensi, materializzarsi fantasticamente.
“Le immagini dei mondi si fondono in una dimensione apparentemente antica riletta in chiave contemporanea. La narrazione stilistica prende forma dando vita a foulards, sciarpe, pochettes, ombrelli, t-shirts animate, e le borse seguono la poetica delle meraviglie di Alice fondendo l’avanguardia del marchio Furla con l’avanguardia della collezione “ Leitmotiv”.
Immaginata qualche anno fa per realizzare con il concorso “Who is on next”, voluto da Vogue e da Altaroma, per lanciare giovani talenti, l’operazione Furla ha visto crescere con successo lo scorso anno Silvio Betterelli ed ora premia il trend stilistico di Alice e Lisa Ferrari, Courtney Crawford, Max Kibardin.
“Talent Hub” ha avuto il suo battesimo ufficiale al New Museum di New York, luogo-museo di culto scelto come location da Furla proprio perché “la moda è uno degli elementi fondamentali della cultura contemporanea.
Boutique Furla in Madison Avenue
La collezione “leitmotiv” ispirata alla fiaba di Alice è presente in tutti i negozi Furla nelle grandi capitali mondiali nonché nel prestigioso negozio newyorkese in Madison Avenue, accanto alla boutique Montblanc. Sulla 57ma strada, a pochi isolati da Central Park, borse, portachiavi, occhiali, foulards, il total look della prestigiosa griffe .
Il negozio di Furla sulla Madison conta diversi piani: in quelli superiori si trovano anche gli uffici del brand italiano per il quale il mercato statunitense rappresenta una delle roccaforti dell’intero mercato.
Colori d’autunno
È il tempo dei colori d’autunno, i toni sfumati che rendono umana anche la mise più provocante. Certamente la moda aiuta ad affrontare un tempo diverso, più dolce dell’estate che porta con sé il piacere dei toni forti, una violenza che accettiamo volentieri perché in fondo sappiamo che è destinata a durare lo spazio di una stagione. Avanti dunque con i gialli, gli aranciati, i toni del marrone più caldi, avanti con i primi tailleurs, che potranno avere gonna o pantalone ma saranno comunque rispettosi di un look da città. Addio tempo del mare: è tempo di gite in campagna, in collina, dove qualche fortunato può concedersi di partecipare a qualche “vendemmiata”.
I piedi nudi dell’estate nei sandali ingioiellati lasciano spazio a scarpe chiuse con o senza zeppe, rispettose talvolta del look giovanile estremo che vuole la sneakers con trattamenti anche “da sera” come le ha proposte l’ultima collezione Geox: decorate, intarsiate di materiali diversi, argentate, magari con profili rosa che parlano di femminilità anche quando la “scarpaccia” sembrerebbe declinare verso orientamenti che una volta definivamo “da maschiaccio”.
Tempo dolce questo d’autunno e una moda sweet sweet che ci aiuta ad allontanarci con saggezza da qualche follia estiva che deve lasciare solo piccoli segni positivi e nulla più.
Pierantonio Gaspari
Stilista di classe interpreta la maglieria di lusso puntando su materiali eccellenti e stilismo di avanguardia.
Fuzzi: una firma vincente
Stilista di grande impatto Anna-maria Fuzzi è l’interprete del trend più selettivo con collezioni che raccontano non solo un’intuizione moda eccezionale ma anche l’altissima qualità artigianale che ha suggerito anche all’esigentissimo Jean Paul Gaultier di formare un team inossidabile con la stilista italiana affidandole la produzione di maglieria Gaultier.
Geox in pole position
“Ogni nostro prodotto – afferma Mario Moretti Polegato, presidente della Geox – nasce dalla ricerca brevettata che facciamo nei nostri laboratori in Italia in collaborazione con le migliori Università europee. Ogni nuova collezione nasce dalle mani dei migliori stilisti italiani con una doppia anima fatta di moda e tecnologia italiane.”
Bellezze in Mostra
A Venezia in occasione dalla Mostra cinematografica il red carpet ha ospitato donne e abiti di grande bellezza. Con la firma di Roberto Cavalli, Maria Grazia Cucinotta, madrina della 66 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha sfoggiato un’eleganza da grandi occasioni che ha sottolineato la suntuosità cara allo stilista anche per l’abito blu di chiffon plissè.
Diane Kruger per Tod’s a New York
Testimonial per la campagna pubblicitaria di Tod’s, la bella attrice interpreta l’immagine alla quale si rivolge lo stile di Tod’s, una donna che ricordi una viene ritratta sempre in pose che la consacrano nel ruolo che la prestigiosa griffe italiana vuole come messaggio: una donna dall’allure aristocratica, una signora del nostro tempo abituata a farsi accompagnare dalle cose belle ma insieme pratiche.
Collezione completa nelle boutiques Tod’s di tutto il mondo, soprattutto nella sede confortevole che la griffe italiana prestigiosa ha anche a New York, al numero 650 di Madison Avenue. Anche la D-bag, la borsa più gettonata del 2009 si avvale – come precisa Diego Della Valle, ammiraglio del possente Gruppo italiano – di una lavorazione che esige più di cento passaggi di applicazione tecnica.
Murrina e brillanti di Giusy Moretti per il Columbus Day
Gioiello unico creato dalla famosa Giusy Moretti, stilista che ha inventato l’applicazione di gioielli preziosissimi alle antiche murrine di famiglia (una storia tutta muranese che ha scritto una pagina di alta eleganza nel libro dei preziosi e del vetro di Murano) la collana in oro è una “catena romana” illuminata da 24 brillanti con il cammeo di murrina antica autentica che raffigura il volto di Cristoforo Colombo. La murrina – eseguita nel 1892 da Luigi Moretti (antenato di Giusy) per il IV° centenario della scoperta dell’America, è stata montata dalla stilista veneziana in occasione del Columbus Day 2009. È acquistabile presso la stessa creatrice (e-mail giusymoretti.it) che ha a disposizione le opere dell’intera collezione di murrine-gioiello.
ITS International Talent Support
La corsa ai giovani talenti ferma le lancette dell’orologio a Trieste, dove il concorso ITS sempre più importante sotto la conduzione di Barbara Franchin, giunto quest’anno alla sua ottava edizione, mantiene alta la bandiera Diesel di Renzo Rosso che dal primo momento ha creduto in questa fucina davvero internazionale di talenti per la moda offrendo il sostegno che affiancato ad altri sponsors consente questa realtà unica nel suo genere globalizzante.
Burberry Prorsum a New York
Nuova sede per la griffe prestigiosa nel cuore di Manhattan, 444 >Madison Avenue, fra la 49th e la 50th. Disposti su quattro piani – con due terrazze – gli spazi del nuovo punto vendita newyorkese inaugurato lo scorso aprile ospitano la nuova collezione disegnata da Christopher Bailey che ha immaginato un viaggio sognante tra Oriente e Occidente.
Il Sindaco di New York City, Bloomberg, pre rendere omaggio al continuo investimento e impegno dedicato da Burberry a New York ha dichiarato (giovedì 28 maggio 2009) il “Burberry Day”.
La proclamazione ha coinciso con l’accensione ufficiale dell’insegna Burberry sul tetto dell’edificio della nuova sede americana, 444 Madison Avenue, visibile da tutta New York.
Per celebrare ulteriormente il Burberry Day, la Burberry Day Foundation, costituita nel 2008 da Christopher Bailey insieme con la CEO di Burberry Angela Ahrendts per aiutare i giovani, ha assunto l’impegno di versare 500.000 dollari alla Robin Hood Foundation a sostegno dell’istruzione pubblica e dell’addestramento al lavoro per i newyorkesi svantaggiati.
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Marghera è come Brooklyn
Sono sempre di più i giovani creativi che scelgono di lavorare nell’ex area industriale veneziana.
Tutti abbiamo visto New York, perché ci siamo stati almeno una volta per vacanza o per lavoro, ma non possiamo dire di conoscerla davvero se non siamo mai stati a Brooklyn: è qui che si trova il mondo pulsante, quello dei creativi, dei designer, degli artisti e dei giovani architetti. Tutti vivono e lavorano a Williamsburg, un’ex area industriale dimessa e riconvertita negli ultimi anni, che ora è diventata – contrariamente al suo aspetto decadente – l’area più trendy e più vivace della città.
(continua…)
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CULT
Will Eisner e New York - Venezia Videoludica
Will Eisner e New York
Le storie della città, dei suoi spazi e dei personaggi che la vivono trovano una suggestiva forma di rappresentazione nelle opere a fumetti di Will Eisner, uno dei massimi autori americani al quale è stato intitolato - nel 1987 - anche un omonimo premio dedicato all’arte di raccontare storie attraverso tavole disegnate. Nato nel 1917 a New York e scomparso nel 2005, Eisner ha contribuito all’evoluzione dei comics americani, introducendo scelte grafiche in grado di comunicare ai lettori un’efficace percezione delle azioni e dei sentimenti dei personaggi, spesso in stretto contatto con i boroughs della Grande Mela. La città di New York, per esempio, è al centro delle vicende di “Spirit”, un eroe senza superpoteri, nato nel 1940 e che ha reso celebre la matita di Eisner avvicinando definitivamente il fumetto al genere “graphic novel”. Un’altra delle storie di maggior successo è “Contratto con Dio”, pubblicata nel 1978 e concentrata sulle vicende di un ebreo immigrato, marginale, e sul suo rapporto con Dio. In questa storia Eisner ripropone uno dei tratti predominanti del suo stile: la scelta di disegnare spesso il primo piano dei personaggi, con l’obiettivo di caratterizzarne la vicenda umana ed emotiva, e calare la percezione del lettore negli spazi in cui si svolge la storia. In “Contratto con Dio”, in particolare, il Bronx “si avvicina” al lettore e il fumetto finisce per offrire un vero spaccato non solo della territorialità della città ma anche della personalità di quanti scelgono di abitarla.
Venice videoludica
Un misterioso assassinio tra fuochi di artificio, balli e occhiate indiscrete al Carnevale veneziano. Queste le prime immagini di “Assassin’s Creed II”, videogioco in uscita a novembre per la casa francese Ubisoft e ambientato nel Rinascimento, tra Venezia e Firenze, che utilizza l’atmosfera di intrigo e corruzione dell’epoca per una trama di gioco nella quale compaiono nientemeno che Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli, Caterina Sforza e Lorenzo dei Medici. A creare entusiasmo è però la ricostruzione della città lagunare, esplorabile a piacimento attraverso calli, ponti e fondamenta. La Venezia del XV secolo rivive così in un ambiente tridimensionale di eccezionale livello grafico. Il team di 240 elementi (consulenti storici e architetti compresi) che ha lavorato al progetto ha ricostruito nei minimi dettagli il ponte di Rialto, il Canal Grande, la basilica di San Marco, l’Arsenale e la chiesa dei Frari, per uno scenario che da subito si è presentato come composito e affascinante, in grado di mescolare spettacolarità, ricostruzione storica e componente artistica. Per esempio, poco si sa sull’aspetto del Ponte di Rialto nel XV secolo (tra l’altro bruciato in quegli anni), se non che era fatto in legno, quindi gli realizzatori l’hanno disegnato sulla base del ponte di oggi ma in legno, lavorando di fantasia da uno spunto reale. Camminare nel labirinto notturno delle strade veneziane, o anche solo guidare una gondola, è così una fantasia che diviene realtà.
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Un Made in Italy fatto di professionalità
L’azienda Pivato lavora a supporto della qualità e l’eleganza nel mondo.
Essere ritenuti portabandiera del marchio Made in Italy nel mondo è una responsabilità che richiede sempre una costante ricerca di quella qualità ed eleganza a esso estremamente legate. A Musile di Piave la tradizione del tendaggio è da quarant’anni una di queste. Una seconda generazione, più giovane, forte delle esperienze precedenti, si è caricata sulle proprie spalle il peso di questa responsabilità. Sono Luca Pivato e Stefano Vettor della Tappezzeria Artigiana Pivato. “È una responsabilità che sentiamo ma non ci pesa. Lavoriamo con la consapevolezza di essere in grado di ricambiare la fiducia dei clienti che credono in noi”, ci racconta Luca Pivato, titolare dell’azienda. “È un fattore legato all’impegno che mettiamo nell’offrire sempre un prodotto innovativo e di qualità a costi concorrenziali – sottolinea Stefano Vettor, direttore commerciale del gruppo – grazie ad essa, all’estero siamo in grado di offrire un servizio che abbatte ogni campanilismo e distanza”.
Una responsabilità che diviene un’esigenza che si trasforma in realtà. Anni di studi a capire, ascoltare e percepire le richieste dei propri clienti. Dietro la Pivato si muove un’organizzazione giovane e motivata, capace di interpretare i sogni dei clienti per poi renderli realtà. Ecco che la ristrutturazione di grandi yacht è una componente importante nel volume d’affari dell’azienda. Studi di architettura e design internazionali diventano partner fondamentali e fonte di ispirazione e scambio per realizzare soluzioni uniche di prestigio. Un riconoscimento che viene da lontano, come dimostra la collaborazione con la società armatrice Carnival per la quale la Pivato stà realizzando i tendaggi e i divani per una nuova nave disegnata dall’architetto J. Farcus.
“Certo – continua il titolare – lavorare per le grandi navi da crociera internazionali per noi è motivo di vanto ma anche spinta a migliorarci sempre. Abbiamo iniziato da soli due anni, ma da subito abbiamo capito come dovevamo muoverci”.
Stefano aggiunge “fin da subito abbiamo capito che il nostro ruolo non si limitava semplicemente a fornire un prodotto, ma a consigliare un tipo di tendaggio piuttosto che un altro, rispettando tempi di consegna e limiti di spesa indicati dagli armatori”.
Antico e moderno si sposano e navigano sui mari del mondo. Il marchio Pivato porta i colori di un paese con l’orgoglio di chi vuole dimostrare a tutti che qualità, serietà, impegno non si possono improvvisare. Presto la Tappezzeria Artigiana Pivato aprirà i cancelli che portano all’Europa dell’Est. Entreranno da Vienna e andranno in Russia, in Cina, in Giappone. La Tappezzeria Artigiana Pivato ha superato i suoi confini e i propri limiti. L’ha fatto per una decisione e perché il Made in Italy parla solo un linguaggio: quello del mercato globale.
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Una nave arenata in mezzo a Venezia
Il rispetto per il cliente è il segreto dell’hotel “Agli Alboretti”, che si presenta ricco di fascino e forte di un’affezionata clientela internazionale.
Situato nell’elegante sestiere di Dorsoduro, a pochi passi dalle Gallerie dell’Accademia e dalla collezione Guggenheim, l’Hotel “Agli Alboretti” è un albergo tre stelle a conduzione familiare gestito con passione e professionalità da Anna Linguerri, coadiuvata da uno staff fedele da molti anni. Il curioso nome dell’hotel deriva dagli alberi che furono piantati lungo la strada Rio Terrà Foscarini quando il canale esistente fu interrato e strasformato in strada alla fine del Diciannovesimo secolo: i Veneziani, non abituati ad avere alberi lungo le loro calli cominciarono a chiamarla la “strada degli alberetti”, da cui il nome, mezzo italiano e mezzo veneziano, degli “Alboretti”.
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Dossier: Città fucine di cultura e mecenatismo
Ca’ Zenobio tra memoria e arte
Forte di un passato storico unico e di un profondo legame con la città, il Collegio Armeno di Venezia cerca di favorire il dialogo interculturale attraverso una serie di nuove proposte artistiche.
Gli armeni e Venezia: un legame importante, che prova come un gruppo piccolo ma di consolidata tradizione abbia potuto integrarsi perfettamente nella società veneziana preservando in toto la propria identità. Una presenza costante, quella degli armeni, che risale quasi alle origini della città, e che venne salutata dalle autorità della Serenissima con l’epiteto di “prediletta nazione”. Per arrivare alla straordinaria decisione del Senato di Venezia di assegnare l’isola di San Lazzaro a una comunità di monaci in fuga giunti in città appena due anni prima, tenendo conto del divieto di fondare nuovi ordini religiosi.
Senza dimenticare che i padri mechitaristi di San Lazzaro hanno intrattenuto rapporti con personalità del calibro di Rosmini, Tommaseo, Wagner, George Sand e Alexandre Dumas, un luogo fondamentale per la preservazione della cultura e dell’identità armena a Venezia è stato anche il Collegio Armeno , sorto nel 1836 per effetto del lascito di due facoltosi mercanti armeni indiani, Raphaël e Moorat (alla cui memoria è dedicato), al fine di educare giovani armeni.
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Non solo un ristorante
Zorzi NYC, unendo il gusto e l’eleganza italiana alla sfavillante vita della Grande Mela, accompagna il cliente verso il nuovo anno.
Da ottobre a dicembre. Tre mesi soltanto prima che gli orologi di miliardi di persone indichino la fatidica ora della mezzanotte del 31 dicembre, porta di ingresso nel nuovo anno. Tra i diversi festeggiamenti proposti dalla città di New York si distingue una realtà italiana, portabandiera del gusto, dell’eleganza, della varietà e raffinatezza della cucina del Bel Paese nel Mondo. Si tratta del ristorante Zorzi NYC tra la 1 East e 35t Street, vicino all’Empire State Building, tappa abituale per gli amanti della buona tavola e location ideale per passare una piacevole serata o per discutere di affari tra i brokers di Wall Street.
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Dal latte all’hamburger
L’America rappresenta se stessa attraverso i suoi alimenti simbolo?
Latte, marmellata, mostarda, yogurt: così mangiano gli americani secondo Nando, il protagonista del divertentissimo film Un Americano a Roma (1954). Nando è affascinato dagli stili di vita del Nuovo Mondo, che conosce attraverso il cinema, e cerca di imitarli. Ma per Nando l’amore per il cibo è troppo forte: il latte finirà al gatto, lui tornerà al vino rosso e agli amati maccheroni!
Anche il semiologo francese Roland Barthes sottolinea la presenza del latte nelle pellicole americane: spesso gli eroi dei film western bevono il latte, bevanda simbolo di purezza e di una forza calma, prima di affrontare i loro famosi duelli con le pistole.
Il latte ritorna anche nell’orwelliano Coming Up For Air, nella descrizione di un milk bar. Siamo a Londra, anni Trenta: così si chiamavano quei locali, nati e diffusi nel mondo anglosassone. Intorno al bancone rosso brillante, tutto è liscio, lucente e affusolato. I cibi dai nomi americani escono da cartoni, lattine, freezer, zampillano da rubinetti, vengono spremuti da tubetti. “Insomma – pensa Gorge Bowling, il protagonista – tutto decorazione, niente vero cibo”. Si ha come l’impressione che in questa descrizione, dove non c’è traccia di latte, se non simbolicamente nel nome del locale, si rifletta il modo in cui il Nuovo Mondo entri nel vecchio, con un misto di tecnologia e design, e un innovativo modo di concepire il cibo.
Negli occhi degli stranieri si possono quindi leggere, come uno specchio, gli elementi che, forse inconsapevolmente, la cucina americana ha scelto come propri rappresentanti: la tecnologia e il latte. I cibi tecnologici e industriali confezionati arriveranno in Europa con il benessere del dopoguerra, mentre la presenza degli alimenti derivati dai bovini nell’alimentazione americana è una eredità della seconda metà dell’Ottocento: l’allargarsi della rete ferroviaria verso ovest permise di sfruttare per l’agricoltura e l’allevamento industriale territori fino a quel momento troppo lontani dalle grandi città. Già allora la bistecca è un piatto importante, mentre l’hamburger diventa simbolico solo negli ultimi trent’anni. Un amore viscerale, se ogni statunitense mangia circa tre hamburger a settimana.
E se nel video continua a specchiarsi la società americana, ci chiediamo, con una mezza ironia: se i cowboy bevevano latte, cosa mangiano i supereroi di adesso? Non si può non notare nelle pubblicità il legame tra Spiderman & C. con alcune catene di fast food. Quando vedo Peter Parker gli chiedo che ne pensa.
Miti d’Oggi, Roland Barthes, Einaudi, 2007, pp. 67-70, (1957)
Coming Up For Air, George Orwell, Penguin, 1990, p. 22-23, (1939)
Fast Food Nation, Erik Schlosser, Il Saggiatore, 2004, p. 308 (2002)
Attualità
Dai Balcani all’ONU
Il generale Leonardo Leso assume l’incarico di Addetto alla Difesa e Consigliere Militare presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite.
È stata una solenne cerimonia davanti al “suo” Comando Divisione Unità Mobili dei Carabinieri che l’ha visto salutare e ringraziare i suoi amici e collaboratori che per tanti anni hanno camminato accanto a lui, obbedendone agli ordini e seguendo prima l’uomo che il Generale. È così che Leonardo Leso, considerato unanimemente uno dei maggiori esperti di missioni di pace, si è congedato per assumere ufficialmente l’incarico di Addetto alla Difesa e Consigliere Militare presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite con sede a New York.
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Sport
Golf, storia e natura al Cansiglio
La Patrocinata “La vittoria di Vittorio Veneto” in uno scenario mozzafiato.
La gara di golf patrocinata FIG 36 buche medal maschile e femminile, torneo annuale molto sentito dai soci del Circolo e da molti golfisti veneti, si è compiuta in un contesto che merita di essere descritto. I tornanti che conducono alla piana permettono di fuggire dalla torrida temperatura estiva della città e lo spirito si nutre grazie alla lussureggiante vegetazione. Arrivati a destinazione, il piacevole campo da golf (secondo per nascita dopo Venezia) si distende in un ambiente particolare per storia e natura.
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