2010 - Aprile/Giugno


Itinerario Newyorkese

Tocco contemporaneo sul Fiume Hudson


A poco più di un’ora di treno da Manhattan, immerso nel verde della vallata del fiume Hudson, all’interno di un ex stabilimento industriale, si cela uno dei più importanti musei di arte contemporanea al mondo. Stupendo esemplare di un sapiente riutilizzo architettonico, il Dia: Beacon è luogo di arte e di sperimentazione.


Lasciandosi alle spalle l’affaccendato andirivieni dei pendolari che affollano Grand Central Terminal, in direzione Poughkeepsie, il treno si immerge nel verde rilassante della vallata del fiume Hudson. Divenuta una delle mete predilette dai newyorkesi in cerca di tranquillità e di luoghi dove dedicarsi agli sport più vari, la Hudson Valley costituisce anche per i turisti in vacanza a New York l’occasione per un’originale gita fuori porta. Tra colline boscose e frutteti si celano eleganti manieri costruiti dalle potenti famiglie che controllavano l’industria locale. Pittoresche fattorie e aziende vinicole riforniscono i ristoratori della zona. Musei, gallerie d’arte e negozi di antiquariato animano i graziosi villaggi.
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Dossier: La rivoluzione dell'e-book

Fino alla fine della carta


Dal progetto Gutenberg ai reader per e-book, l’editoria elettronica in ascesa.


Oltre trent’anni fa, quando l’invenzione del walkman portava la musica fuori da casa, nessuno forse avrebbe potuto immaginare che assieme al suono anche le parole avrebbero potuto uscire definitivamente dallo scaffale e seguirci nei nostri spostamenti quotidiani. Anche se il progetto Gutenberg, presentato in America nel 1971 con l’obiettivo di digitalizzare i contenuti dei libri esclusi dal diritto d’autore, ha raggiunto oltre 20.000 titoli, in effetti è grazie ai grandi progressi dell’ingegneria informatica che si stanno verificando mutamenti rilevanti. Da un decennio a questa parte, infatti, i contenuti del libro stampato hanno intrapreso un percorso di migrazione attraverso l’esistenza di diversi formati elettronici che stanno portando alla graduale diffusione di un nuovo supporto per la lettura: il lettore di e-book. (continua…)

Attualità

Come raccontare Obama


Curato da Skytg24 e distribuito dal Corriere della Sera, il dvd “Obama – Un sogno americano” cerca di raccontare il percorso che ha portato all’elezione dl primo presidente di colore nella storia degli Stati Uniti.


In un’epoca nella quale si vive di corsa e consumiamo milioni di informazioni usa-e-getta, una delle parole più abusate è l’aggettivo “storico”. Occorrerebbe un’équipe di psicologi, forse, per spiegare questa tendenza ad assegnare un peso superiore al reale a molte vicende incapaci di lasciare segni sulla storia di un Paese o del mondo. Senza timore di esagerare, si può dire che il dvd “Obama – Un sogno americano” è un concentrato di notizie, di idee e di fotogrammi prelevati dal fiume delle informazioni scorso nel 2008 ed entrati a far parte della storia. O, in certi casi, che possono essere utili per comprendere un pezzo di storia.
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Dossier: La rivoluzione dell'e-book

Dove abitano i libri


I vantaggi del nuovo mezzo multimediale sono destinati a semplificare l’utenza e, forse, a migliorare il servizio delle librerie tradizionali.


Se il mercato italiano rappresenta ancora un’incognita, quello americano è ormai stato invaso dal nuovo formato dell’e-book. Un settore che è solo agli inizi ma che ha dato prova di svilupparsi in fretta, grazie a nuovi imprenditori, professionisti e lettori, ognuno pronto a partecipare con nuove idee. Quello che è certo è che l’era del libro cartaceo sembra destinata alla fine, ma forse è solo l’occasione per ripensare un luogo che continuerà a esistere e a esercitare il suo fascino. Ne abbiamo parlato con Daniel Melamud, manager del French department della Rizzoli Bookstore di New York. (continua…)

Fondazione Cini: visite sospese dall’1 al 6 febbraio


30 e il 31 gennaio ultime visite arricchite dall’installazione di Fabio Mauri “Il Muro del Pianto”.


Da lunedì 1 febbraio e fino a venerdì 5 marzo 2010, a causa di lavori di manutenzione nei due Chiostri, sarà sospeso il servizio di visite guidate negli spazi della Fondazione Giorgio Cini. L’ultimo weekend per visitare la Fondazione prima della chiusura sarà sabato 30 e domenica 31 gennaio. Solo per questo weekend, in aggiunta al tradizionale percorso, sarà possibile vedere Il Muro Occidentale o del Pianto dell’artista Fabio Mauri (1926-2009), opera installata in occasione del Giorno della Memoria da L’Esperimento del Mondo: Associazione per l’Arte Fabio Mauri.
Presentato nel 1993 alla XLV Biennale di Venezia, Il Muro Occidentale o del Pianto è un muro di quattro metri per quattro, composto da una catasta di valigie di cuoio e legno di varie dimensioni, emblema della divisione del mondo, dell’esilio, della fuga e dell’esodo forzato.
Le valigie del sono il bagaglio di individui, anche immigrati o emigranti, non necessariamente vittime dell’Olocausto. Metafora di separazione, di segregazione, di ogni muro di dolore. Nella parte anteriore, le valigie compongono una struttura architettonica geometrica e regolare, il retro, invece, è mosso, molto plastico ed esse creano una serie di dislivelli, come accade nella natura umana.
“È un collage a piombo. – spiegò Fabio Mauri in una delle sue ultime interviste – Ne deriva la possibilità di far quadrare e convivere qualsiasi tipo di diversità. Siamo dissimili, ma tutto si può comporre, è solo questione di pazienza e umanità esercitata”.
Il complesso monumentale della Fondazione Giorgio Cini è visitabile sabato 30 e domenica 31 gennaio 2010 e poi nuovamente dopo la chiusura di febbraio, a partite da sabato 6 marzo 2010, dalle ore 10 alle ore 16.

Per prenotare le visite guidate o richiedere ulteriori informazioni: Codess Cultura 041 5240119, visiteguidate.cini@codesscultura.it.

Informazioni per la stampa:
Elena Casadoro

tel. 041 2710280 - fax 041 5238540

email stampa@cini.it

Open Doors: Francesca Harper


Venerdi’ 29 gennaio – Teatro Piccolo Arsenale – ore 18.00.


E’ la coreografa statunitense Francesca Harper, educata nelle scuole dell’American Ballet, del Joffrey Ballet, dell’Alvin Ailey e per sei anni interprete principale del Ballett Frankfurt di William Forsythe, ad aprire il programma di dimostrazioni e lezioni pubbliche, insieme ai 22 danzatori dell’Arsenale della Danza, venerdì 29 gennaio al Teatro Piccolo Arsenale (ore 18.00, ingresso gratuito). Ogni ciclo di masterclass, il primo dei quali condotto dalla Harper, si conclude infatti con un saggio del lavoro svolto aperto al pubblico. Da qui il titolo di Open doors, un ciclo di appuntamenti che offre a specialisti e non, curiosi e appassionati del mondo coreutico la possibilità di approfondire le proprie conoscenze e soddisfare desideri e interessi, oltre a consentire ai giovani danzatori dell’Arsenale della Danza di misurare da subito la propria creatività sulla scena professionale.

Francesca Harper arriva per la prima volta a Venezia e alla Biennale Danza nel 2008, con The Fragile Stone Theory: 2K8/Interactive Feast, un pezzo sul tema della bellezza che informava l’intero Festival. Interprete dello spettacolo la compagnia omonima, The Francesca Harper Project, fondata nel 2005, quando da Francoforte la Harper torna nella nativa New York e porta con sè il prezioso insegnamento di Forsythe sulla libertà da ogni ortodossia e sul senso profondo del lavoro di gruppo in cui ognuno è chiamato ad esprimersi e ad essere creatore di se stesso.
Oggi Francesca Harper è di nuovo a Venezia, Maestra per i 22 giovani danzatori dell’Arsenale della Danza, con cui ha lavorato per due settimane sulle tecniche di improvvisazione create da William Forsythe, affrontando anche i limiti fisici e creativi del ballerino, chiamato a dare un contributo in prima persona. Lo scopo è di condurre i danzatori ad un’improvvisazione finale strutturata, un materiale coreografico generato da loro stessi.
“Engage yourself” è il concetto attorno a cui ruota l’attività dell’Arsenale della Danza secondo il suo direttore Ismael Ivo. Importante, ai fini della formazione non è soltanto offrire una visione completa della danza attraverso Maestri della scena internazionale che rappresentano lo spettro sempre più ampio delle tecniche e degli stili di oggi, ma è anche sollecitare e accompagnare il processo creativo, sviluppare il dialogo con quelle arti che concorrono alla creazione di una coreografia… La serie di Open doors proseguirà con gli esiti delle masterclass di Kenji Takagi, esponente di punta del Teatrodanza tedesco e  a lungo danzatore per Pina Bausch (13 febbraio), e proprio per questo protagonista di un omaggio all’artista tedesca; di Geyvan McMillen, pioniera della danza contemporanea in Turchia, che ha scelto meditazione sufi e danza dervishi come tema delle sue lezioni, coadiuvata da Tan Temel e Sernaz Demirel (26 febbraio); di Josè Navas e Daniel Léveillé, protagonisti della più innovativa danza canadese e quebecchese (12 marzo); di Ryuzo Fukuhara, fra i massimi interpreti del butoh di Min Tanaka (20 marzo); di Inaki Azpillaga, interprete di tante coreografie di Wim Vandekeybus per Ultima Vez (1 aprile); infine della coreografa israeliana Yasmeen Godder (10 aprile), che porterà a Venezia anche i danzatori selezionati per il Premio Giovane Danza d’Autore, che condivideranno la medesima esperienza insieme ai giovani dell’Arsenale della Danza, in un clima di scambio di esperienze e confronto.

Emanuela Caldirola
Responsabile Ufficio Stampa
Settore Danza Musica Teatro
Fondazione La Biennale di Venezia
Ca’ Giustinian - San Marco 1364
30124 Venezia
Tel: +39 041 5218886/776
dmtpress@labiennale.org
emanuela.caldirola@labiennale.org

“American Woman” at the Met


“American Woman: Fashioning a National Identity” at Metropolitan Museum to Open May 5, 2010 - August 15, 2010; First Costume Institute Exhibition Based on Renowned Brooklyn Museum Costume Collection. Gala Benefit May 3, 2010, with Co-Chairs Oprah Winfrey, Patrick Robinson, and Anna Wintour.


The spring 2010 exhibition organized by The Costume Institute of The Metropolitan Museum of Art will be American Woman: Fashioning a National Identity, the first drawn from the newly established Brooklyn Museum Costume Collection at the Met.  The exhibition, on view from May 5 through August 15, 2010 (preceded on May 3 by The Costume Institute Gala Benefit), will explore developing perceptions of the modern American woman from 1890 to 1940, and
how they have affected the way American women are seen today.  Focusing on archetypes of American femininity through dress, the exhibition will reveal how the American woman initiated style revolutions that mirrored her social, political, and sexual emancipation.  “Gibson Girls” and “Screen Sirens” established the fundamental characteristics of American style - a theme that will be explored in a video installation in the final gallery.

To celebrate the opening of the exhibition, the Museum’s Costume Institute Gala Benefit will take place on Monday, May 3, 2010.  The evening’s Co-Chairs will be Oprah Winfrey; Patrick Robinson, designer for Gap; and Anna Wintour, Editor-in-Chief of Vogue.  This fundraising event is The Costume Institute’s main source of annual funding for exhibitions, operations, and capital improvements.

“The ideal of the American woman evolved from a dependence on European, Old World ideas of elegance into an independent New World sensibility that reflected freedoms still associated with American women today,” said Andrew Bolton, Curator of The Costume Institute.  “The show will look at fashion’s role in defining how American women have been represented historically, and how fashion costumes women into archetypes that still persist in varying degrees of relevance.”

Exhibition Overview

The exhibition will feature approximately 80 examples of haute couture and high fashion primarily from the Brooklyn Museum Costume Collection at The Metropolitan Museum of Art, which was transferred to the Met from the Brooklyn Museum in January 2009.  Many of the pieces have not been seen by the public in more than 30 years.

Visitors will walk through time as they enter circular galleries that reflect the milieu of each feminine archetype.   Period clothing will be brought to life with hand-painted panoramas animated by music, video, and lighting.  The first gallery will evoke the ballroom of the “Heiress” (1890s), filled with ball gowns by Charles Frederick Worth. Scenes of the great outdoors will showcase the athleticism and physical independence of the “Gibson Girl” (1890s) as characterized by bathing costumes, riding ensembles, and cycling suits.

An artistic rendering of Louis Comfort Tiffany’s studio in New York will provide the backdrop for the “Bohemian” (early 1900s), an archetype represented by Rita Lydig and featuring her signature silk pantaloons by Callot Soeurs.  The “Suffragist” and “Patriot” (1910s) will have backdrops of archival film footage revealing the gradual social and physical emancipation of women around the time of World War I.

“Flappers” (1920s) will be evoked through chemise dresses for day by Patou, and heavily beaded evening styles by Lanvin and Molyneux will be shown against a mural of New York City inspired by the paintings of Tamara de Lempicka.  Cinematic representations of the “Screen Siren” will be presented in a gallery resembling a 1930s cinema, and will showcase body-cleaving, second-skin bias-cut gowns, including a dress designed by Travis Banton for Anna May Wong in the film Limehouse Blues (1934).  In the final gallery, a video installation will explore how today’s ideal of American style evolved via each of the exhibition’s archetypes.

Designers in the exhibition will include Travis Banton, Gabrielle Chanel, Callot Soeurs, Madame Eta, Elizabeth Hawes, Madame Grès, Charles James, Jeanne Lanvin, Liberty & Company, Edward Molyneux, Paul Poiret, Elsa Schiaparelli, Jessie Franklin Turner, Valentina, Madeleine Vionnet, Weeks, Charles Frederick Worth, and Jean-Philippe Worth, among others.

A simultaneous exhibition of masterworks from the Brooklyn Museum Costume Collection will be presented at the Brooklyn Museum from May 7 - August 1, 2010.  American High Style: Fashioning a National Collection will look at 19th- and 20th- century masterworks by designers including Charles Frederick Worth, Jeanne Lanvin, Jeanne Paquin, Elsa Schiaparelli, Charles James, and Norman Norell  collected by prominent women including Dominique de Menil, Millicent Rogers, and Lauren Bacall.  Many of these pieces have never been previously exhibited.  This exhibition will be organized by Jan Glier Reeder, Consulting Curator of the Brooklyn Museum Costume Collection at The Metropolitan Museum of Art.

Mionetto a Identità Golose



Valdobbiadene, 25 gennaio 2010 - La cantina Mionetto si presenta per la prima volta sul palcoscenico di Identità Golose - in programma dal 31 gennaio al 02 febbraio 2010 al Milano Convention Centre - con il meglio della sua rinomata produzione di bollicine. Il prestigioso evento milanese, ben si coniuga, infatti, con la filosofia e gli obiettivi dell’Azienda di Valdobbiadene (TV), una realtà in continua crescita, reduce da un’annata segnata da importanti riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale con numerosi premi ai più rinomati concorsi enologici.

La sesta edizione del più famoso congresso italiano di cucina d’autore, riunirà nel capoluogo lombardo centinaia di chef provenienti da tutto il mondo, con la partecipazione di alcuni dei più grandi maestri internazionali della cucina e la presenza di tantissimi operatori del settore. Una vetrina d’eccellenza in cui Mionetto si inserirà con un proprio stand dove proporrà in degustazione alcuni dei suoi migliori prodotti. Tra questi il Sergio, spumante unico e inimitabile, cuvée di Prosecco e vitigni autoctoni; il Valdobbiadene D.O.C., Prosecco “Cru de Cru” frutto delle uve raccolte nelle due aree più vocate di Valdobbiadene, San Pietro di Barbozza e Santo Stefano; il Prosecco Frizzante D.O.C. di Valdobbiadene “Spago”, con la tipica legatura a spago, fatta ancor oggi a mano, testimone di un antico sapere e riproposta in chiave moderna al mercato proprio da Mionetto.

Sinonimo da sempre di Prosecco, Mionetto, nasce nel 1887 sulle colline di Valdobbiadene, cuore della D.O.C. (futura D.O.C.G.) Valdobbiadene-Conegliano in provincia di Treviso, dall’amore e dalla passione per il lavoro e la terra del Mastro vinificatore Francesco Mionetto, capostipite della famiglia. Rinomata per le bollicine, nei suoi oltre 120 anni di storia Mionetto è divenuta una delle aziende vinicole italiane più rappresentative nel panorama internazionale, fregiandosi anche del ruolo di pioniere per essere stata una delle prime cantine della Denominazione a esportare il Prosecco negli Stati Uniti, dove è presente anche con una propria sede: la Mionetto USA Inc. a New York dal 1998. Affermata in Italia, la cantina vende in tutti i paesi europei, Germania in primis. Oltre che negli Stati Uniti, i vini Mionetto sono apprezzatissimi in gran parte delle Americhe e lo sviluppo negli altri continenti è in corso. Tra i numerosi premi ottenuti nel 2009 dalla cantina ricordiamo il Nastro d’Oro all’Ottavo Concorso Enologico “Forum Spumanti d’Italia” assegnato allo Spumante Sergio e la Medaglia d’Argento al Premio Internazionale del Vino MUNDUSvini conferita al Valdobbiadene D.O.C.

Mionetto SpA
Via Colderove, 2, 31049 Valdobbiadene (TV) Italia

L’etnomusicologia viste dalle musiche


Seminario di etnomusicologia all’Isola di San Giorgio Maggiore, Fondazione Giorgio Cini, 28-30 gennaio 2010


Dal 28 al 30 gennaio 2010 l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini organizza il XV Seminario Internazionale di Etnomusicologia dal titolo L’etnomusicologia vista dalle musiche. L’incontro, a cura di Francesco Giannattasio e realizzato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari, intende ribaltare la relazione osservatore/osservato che caratterizza l’indagine etnografico-musicale, ponendo proprio l’etnomusicologia come oggetto di riflessione e valutazione da parte di musicisti e cantori che praticano le musiche di tradizione orale.

Partendo dal racconto dell’esperienza diretta degli etnomusicologi – Giorgio Adamo, Steven Feld, Francesco Giannattasio, Giovanni Giuriati, Ignazio Macchiarella, Speranţa Rădulescu –  e dei musicisti – Emil Mihaiu, Moya Aliya Malamusi, Marian Serban, Riccardo Tesi e i cantori de su Concordu ‘e su Rosariu di Santu Lussurgiu Giovanni Ardu, Mario Corona, Roberto Iriu e Antonio Migheli – che partecipano ai lavori, si cercherà di spiegare in che modo la ricerca etnomusicale abbia influito sugli sviluppi e sugli esiti attuali di forme, strumenti, generi, stili e repertori delle tradizioni di cui si è occupata e quanto abbia contribuito alla loro conoscenza e diffusione, o al contrario ne abbia determinato una sorta di mitizzazione e di “imbalsamazione”. E ancora in che misura la circolazione interculturale delle diverse culture musicali del mondo, favorita dalla documentazione etnomusicologica, abbia contribuito alla creazione di nuove forme, linguaggi e sensibilità nel quadro della produzione musicale contemporanea.

Nell’ambito delle tre giornate di studio, venerdì 29 gennaio alle ore 20.30, gli stessi musicisti si esibiranno al Teatro Fondamenta Nuove in un emozionante confronto tra le differenti tradizioni musicali. L’appuntamento è il frutto di una collaborazione tra la Fondazione Giorgio Cini e il Teatro Fondamenta Nuove (L’ingresso al concerto è riservato ai partecipanti del seminario).

Per informazioni e iscrizioni:

Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati
tel. +39 041 2710357

Fax +39 041 5238540 
e-mail: musica.comparata@cini.it
www.cini.it

Informazioni per la stampa:
Elena Casadoro

tel. 041 2710280 - fax 041 5238540

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Promovetro unisce Venezia e New York


L’opera dei maestri vetrai muranesi “The Tree for Friendship” in mostra alla Grand Central Terminal di New York, riceve il plauso del sindaco Bloomberg.


“The Tree for Friendship – Venice for New York” è un’opera nata a Murano, nel cuore di Venezia, da un’idea del Consorzio Promovetro Murano; un progetto ambizioso per sottolineare la collaborazione e l’amicizia tra la città di New York e l’isola di Murano.
Una struttura ad albero con un insieme di oggetti, realizzati con cura e abilità dai maestri vetrai muranesi, completato con elementi ispirati alle due città Venezia e New York: dal taxi alla gondola, dal campanile di San Marco all’Empire State Building, dal Leone di San Marco alla Grande Mela.
Gli elementi in vetro che decorano la struttura, rendendo unica e preziosa quest’opera, sono realizzati da 22 tra le più importanti aziende di Murano, iscritte al Consorzio Promovetro Murano e concessionarie del Marchio Vetro Artistico® Murano, marchio istituito dalla legge Regione Veneto n.70 del 23/12/1994, che garantisce l’origine della produzione muranese. L’opera è stata collocata dal 6 al 17 ottobre 2009 al Grand Central Terminal, nel cuore di Manhattan, per le celebrazioni del Columbus Day, dove ha ottenuto un notevole successo, diventando attrazione principale della manifestazione organizzata dalla Regione del Veneto, e ottenendo il plauso del Sindaco della città, Michael Bloomberg. “Ho tre sculture in Vetro di Murano a casa, comperate venti anni fa – commenta il Sindaco Bloomberg – ho guardato l’albero e mi sono detto: so da dove viene. C’è una grande comunità italiana a New York, l’America stessa è frutto delle tante comunità che si sono insediate nel corso degli anni, e questo deve essere l’inizio di un crescere di relazioni tra i nostri due paesi”. “The Tree for Friendship” si trova ora a New York, donato alla città come regalo del Consorzio e destinato a diventare un punto di riferimento per gli abitanti della città, per i numerosi turisti che la visitano ogni anno e motivo di orgoglio per la comunità italo-americana.
“Il Consorzio Promovetro Murano, gestore del Marchio Regionale Vetro Artistico® Murano, fin dalla sua nascita – dice il Presidente Albertini – si è impegnato a valorizzare l’immagine del vetro artistico di Murano allo scopo di conservare, custodire e difendere la sua arte millenaria ed allo stesso tempo promuovere, valorizzare e curare una corretta commercializzazione nel mondo di questo importante patrimonio culturale e questa iniziativa ne è un esempio concreto”.