Fino alla fine della carta
Pubblicato in: 2010 - Aprile/Giugno, Dossier: La rivoluzione dell'e-book
Giovanni Bove
Dal progetto Gutenberg ai reader per e-book, l’editoria elettronica in ascesa.
Oltre trent’anni fa, quando l’invenzione del walkman portava la musica fuori da casa, nessuno forse avrebbe potuto immaginare che assieme al suono anche le parole avrebbero potuto uscire definitivamente dallo scaffale e seguirci nei nostri spostamenti quotidiani. Anche se il progetto Gutenberg, presentato in America nel 1971 con l’obiettivo di digitalizzare i contenuti dei libri esclusi dal diritto d’autore, ha raggiunto oltre 20.000 titoli, in effetti è grazie ai grandi progressi dell’ingegneria informatica che si stanno verificando mutamenti rilevanti. Da un decennio a questa parte, infatti, i contenuti del libro stampato hanno intrapreso un percorso di migrazione attraverso l’esistenza di diversi formati elettronici che stanno portando alla graduale diffusione di un nuovo supporto per la lettura: il lettore di e-book.Oggi ormai il termine e-book, ennesimo neologismo derivato dalla ‘e’ di ‘elettronico’, può essere riferito a una realtà editoriale concreta: il libro tradizionale si ritrova compresso in un formato elettronico che sembra destinato a conquistare i gusti del pubblico (o dei clienti) attraverso un mercato che si sta espandendo in maniera rapida e significativa, a partire dal nord America. Fra i formati più diffusi, pdf, dtb, Oeb, html, rtf, txt, prc: sono tutti formati cosiddetti proprietari, tranne quello Oeb divenuto open source con il nome di epub. In un certo senso, dunque, il progetto Gutenberg si sta sviluppando al meglio, stimolando anche il prolificare di progetti ‘gemelli’. Ottenuta la varietà di formati, che spesso lega il produttore del libro a piattaforme hardware e software limitando così la libertà ‘finale’ dell’utente, è possibile sostenere che la diffusione dei lettori (i supporti) per e-book - intesa come variante decisiva per l’affermazione dell’editoria multimediale - sta prendendo piede nell’immaginario collettivo degli amanti della lettura.
Fra i produttori più attivi nella creazione di questi ‘reader’ ci sono Amazon, uno dei giganti della distribuzione di cultura nel mondo e i giapponesi della Sony, società pioniera per quanto riguarda la creazione di strumenti e apparati tecnologici. Amazon ha commercializzato Kindle, un lettore giunto alla sua seconda generazione (con sistema operativo Linux) e in grado di supportare oltre dieci formati di files; Sony propone invece un lettore in diversi modelli (touch, daily e pocket) ognuno con le sue specifiche tecniche che si distinguono per la grandezza del display, la connettività wireless e la relativa possibilità di modificare il testo disponibile per la lettura. Apple, per finire, che attraverso l’iPod e l’iPhone ha ribaltato la fruizione della musica e il concetto di telefonia, non è ancora presente sul mercato dei readers anche se l’intenzione di presentare un supporto ad altissime prestazioni sembra ormai accreditata: il suo writing-pad potrebbe così affiancarsi a quelli di Sony e Amazon, mettendo a disposizione degli utenti le sue interfacce estremamente semplici, interattive e intuive, in grado di stimolare un maggior consumo di alcuni contenuti. Per quanto riguarda Apple, del resto, il caso dell’iTunes Store, dove si trovano applicazioni per iPhone e iPod touch, musica, audiolibri e podcast, è emblematico: l’esistenza di una piattaforma software destinata ad affiancare i diversi supporto (ovvero il lettore, nel caso di iPod, o il “telefono” nel caso dell’iPhone) si è rivelata vincente per creare un rapporto di estrema fiducia e feedback tra l’utente-consumatore e il produttore-distributore. In questa direzione, considerando gli aspetti appena indicati per iTunes e le specifiche tecniche dei due principali lettori in commercio (in realtà ci sono oltre dieci produttori di lettori per e-book), sembra auspicabile che le caratteristiche dei nuovi supporti si fondano in un modello tecnologico in grado di fornire innanzitutto un alto grado di interattività, come per esempio la possibilità di modificare il testo, “appuntare” qualcosa con le proprie mani o attraverso la penna elettronica, utilizzare la funzione ‘touch’ per selezionare i contenuti; successivamente, la possibilità di navigare in internet relativamente all’intenzione di scaricare e-books da un sito di riferimento e tramite un software di gestione e supporto (entrambe i modelli si appoggiano in qualche modo a risorse on line: Sony fa riferimento al sito http://ebookstore.sony.com mentre Kindle di Amazon all’omonimo sito amazon.com) favorisce un processo di fidelizzazione e identificazione fra il distributore-produttore e al contempo una prima forma di abitudine alla fruizione che, seppure agli inizi, può diventare per gli editori una delle direzioni da intraprendere per la produzione e la distribuzione.
Eppure l’interesse per il libro elettronico e la sua facile distribuzione tramite piattaforme e software a interfacce “friendly” non sta conquistando solo l’attenzione di grandi protagonisti del mondo della tecnologia, dell’elettronica, del web o del cyberspazio. Di fatto, anche gli operatori tradizionali dell’editoria cartacea, per esempio gli americani di Barnes & Noble stanno operando una sorta di trasmigrazione dei contenuti, portando l’anima dei loro prodotti in un formato elettronico destinato a essere letto con Nook, il reader di cui sono proprietari. Tra l’altro, non solo i libri tradizionali, ma anche rinomate riviste e quotidiani in forma di abbonamenti e “pacchetti-offerta” si stanno rendendo complici della commercializzazione dei diversi readers, prestandosi alla digitalizzazione dei loro contenuti, pronti per essere scaricati anche essi in modalità wireless e nel momento desiderato. Insomma che la passione per la lettura si possa trasferire in tasca sembra cosa ormai tangibile. Senza accusarne il peso.









