Open Doors: Francesca Harper

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Venerdi’ 29 gennaio – Teatro Piccolo Arsenale – ore 18.00.


E’ la coreografa statunitense Francesca Harper, educata nelle scuole dell’American Ballet, del Joffrey Ballet, dell’Alvin Ailey e per sei anni interprete principale del Ballett Frankfurt di William Forsythe, ad aprire il programma di dimostrazioni e lezioni pubbliche, insieme ai 22 danzatori dell’Arsenale della Danza, venerdì 29 gennaio al Teatro Piccolo Arsenale (ore 18.00, ingresso gratuito). Ogni ciclo di masterclass, il primo dei quali condotto dalla Harper, si conclude infatti con un saggio del lavoro svolto aperto al pubblico. Da qui il titolo di Open doors, un ciclo di appuntamenti che offre a specialisti e non, curiosi e appassionati del mondo coreutico la possibilità di approfondire le proprie conoscenze e soddisfare desideri e interessi, oltre a consentire ai giovani danzatori dell’Arsenale della Danza di misurare da subito la propria creatività sulla scena professionale.

Francesca Harper arriva per la prima volta a Venezia e alla Biennale Danza nel 2008, con The Fragile Stone Theory: 2K8/Interactive Feast, un pezzo sul tema della bellezza che informava l’intero Festival. Interprete dello spettacolo la compagnia omonima, The Francesca Harper Project, fondata nel 2005, quando da Francoforte la Harper torna nella nativa New York e porta con sè il prezioso insegnamento di Forsythe sulla libertà da ogni ortodossia e sul senso profondo del lavoro di gruppo in cui ognuno è chiamato ad esprimersi e ad essere creatore di se stesso.
Oggi Francesca Harper è di nuovo a Venezia, Maestra per i 22 giovani danzatori dell’Arsenale della Danza, con cui ha lavorato per due settimane sulle tecniche di improvvisazione create da William Forsythe, affrontando anche i limiti fisici e creativi del ballerino, chiamato a dare un contributo in prima persona. Lo scopo è di condurre i danzatori ad un’improvvisazione finale strutturata, un materiale coreografico generato da loro stessi.
“Engage yourself” è il concetto attorno a cui ruota l’attività dell’Arsenale della Danza secondo il suo direttore Ismael Ivo. Importante, ai fini della formazione non è soltanto offrire una visione completa della danza attraverso Maestri della scena internazionale che rappresentano lo spettro sempre più ampio delle tecniche e degli stili di oggi, ma è anche sollecitare e accompagnare il processo creativo, sviluppare il dialogo con quelle arti che concorrono alla creazione di una coreografia… La serie di Open doors proseguirà con gli esiti delle masterclass di Kenji Takagi, esponente di punta del Teatrodanza tedesco e  a lungo danzatore per Pina Bausch (13 febbraio), e proprio per questo protagonista di un omaggio all’artista tedesca; di Geyvan McMillen, pioniera della danza contemporanea in Turchia, che ha scelto meditazione sufi e danza dervishi come tema delle sue lezioni, coadiuvata da Tan Temel e Sernaz Demirel (26 febbraio); di Josè Navas e Daniel Léveillé, protagonisti della più innovativa danza canadese e quebecchese (12 marzo); di Ryuzo Fukuhara, fra i massimi interpreti del butoh di Min Tanaka (20 marzo); di Inaki Azpillaga, interprete di tante coreografie di Wim Vandekeybus per Ultima Vez (1 aprile); infine della coreografa israeliana Yasmeen Godder (10 aprile), che porterà a Venezia anche i danzatori selezionati per il Premio Giovane Danza d’Autore, che condivideranno la medesima esperienza insieme ai giovani dell’Arsenale della Danza, in un clima di scambio di esperienze e confronto.

Emanuela Caldirola
Responsabile Ufficio Stampa
Settore Danza Musica Teatro
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